gina lollobrigida

La decisione del giudice è inequivocabile: a Gina Lollobrigida saranno sottratti tutti i suoi averi, da suppellettili di valore a lampadari e mobili. L’amministratore di sostegno dell’attrice è stato dunque autorizzato al prelievo e alla collocazione dei beni in un deposito. “Hanno deciso di farmi morire in modo ignobile“, il grido di rabbia della Lollo.

Gina Lollobrigida privata di ogni avere

Un’invidiabile carriera in cui ha collezionato un successo dietro l’altro e riconoscimenti a volontà. Gina Lollobrigida ha trascorso la sua vita sempre sul set, sotto i riflettori, incantando tutti per il suo talento e il suo fascino immortale.

Ma adesso, alla veneranda età di 92 anni, per l’attrice arriva una notizia che mai avrebbe voluto ricevere. Il suo amministratore di sostegno, infatti, è stato autorizzato dal giudice a prelevare dalla sua abitazione tutti i beni di valore di proprietà dell’attrice. Non solo preziosi suppellettili, ma anche oggetti comuni quali mobili e lampadari: tutto ciò che, dunque, è di utilizzo quotidiano. Il commento dell’attrice non si è fatto intendere e, attraverso il suo ufficio stampa, ha deciso di rilasciare il seguente sfogo: “Hanno deciso di farmi morire in modo ignobile, neanche come si farebbe con i delinquenti.

In un paese civile non è tollerabile che avvengano dei soprusi così gravi e ingiusti“.

La nota dell’ufficio stampa

La nota rilasciata dall’ufficio stampa della Lollo specifica i dettagli del trasferimento dei beni, che verranno depositati probabilmente in un caveau. Nella nota si specifica che “la signora Gina Lollobrigida ha appreso in data odierna che ieri, 13 maggio, su richiesta dell’amministratore di sostegno ed a sua insaputa, è stato emesso un provvedimento dal Giudice Tutelare, in forza del quale l’amministratore di sostegno è stato autorizzato a prelevare dalla abitazione della stessa tutti gli oggetti preziosi, tra i quali, espressamente indicati, `gioielli, quadri, suppellettili, mobili, lampadari e altro´, affinché vengano riposti in un caveau o in deposito a pagamento“.

Spogliata dei suoi ricordi

Nella nota si specifica che la decisione del giudice è considerata assurda, “in quanto priva la signora Lollobrigida della possibilità di godere di tutti i suoi beni che da sempre arredano la casa, costringendola a vivere nella sua abitazione, non solo in una inevitabile condizione di precarietà e evidente disagio derivante dall’asporto della mobilia, perfino dei lampadari, ma anche spogliata dei suoi ricordi, in quanto oggetti che l’hanno accompagnata nel corso della sua vita“.