Il premier Giuseppe Conte con mascherina

Dalle ore 13 di oggi è in corso l’importante Consiglio dei Ministri che deve decidere le nuove misure della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Entro lunedì 18, infatti, servirà sapere cosa si potrà fare o meno: sono milioni gli interessati, tra cui bar e ristoranti. In attesa della conferenza stampa in cui verranno annunciate tutte le misure, trapelano buone notizie sugli accordi tra Regioni e Governo.

Regioni e Governo d’accordo sulle riaperture

Il percorso è stato lungo ed è partito già dai minuti successivi all’ultimo DPCM, a fine aprile. Fin da subito, infatti, le Regioni erano tornare a richiedere più poteri e libertà di decidere in autonomia le misure.

Il tutto in accordo con i contagi e la curva epidemiologica dell’emergenza Coronavirus sui singoli territori. In sostanza: trattare in modo diverso le Regioni in base alle possibilità della pandemia.

Un’impasse che aveva iniziato a risolversi qualche giorno fa, con le prime aperture del Ministro Boccia alle aperture differenziate per ogni Regione. Ora, durante il Cdm odierno in cui ci si è confrontati anche con le Regioni, sarebbe stato finalmente trovato un accordo.

Il Governo potrà comunque intervenire

In attesa dei dettagli, quindi, sembrano trovare conferme le voci che da lunedì 18 ogni Regione potrà decidere per sé: sull’apertura di bar, ristoranti e altre attività. Tutto secondo una linea comune, però. Adnkronos riferisce che Giuseppe Conte avrebbe parlato di “portentosa collaborazione tra istituzioni” per definire l’accordo raggiunto. Avrebbe anche specificato che, qualora le Regioni prendano misure non in linea o i contagi dovessero risalire, allora il Governo “interverrà subito con misure restrittive“.

Le fonti riportano inoltre che l’impasse si sarebbe sbloccata grazie ad un testo unico presentato dalle Regioni al Governo, un piano per la ripartenza in sicurezza.

La conferma dei Governatori

Nelle ultime ore, sono molte le conferme che arrivano in tal senso. Tra i Governatori ad aver condiviso per primi i risultati raggiunti, c’è stato Luca Zaia. Ad Adnkronos, il Presidente del Veneto ha dichiairato che “c’è un’accettazione e una condivisione del protocollo messo a punto dalle Regioni“. Conferme anche da Attilio Fontana della Lombardia e Stefano Bonaccini, che stando alle fonti ha riferito di un “Accordo pieno con il governo sulla fase di partenza che prende il via il 18 maggio“.

Cosa potrebbe cambiare da lunedì 18

A questo punto, sembra trovare ulteriore conferma l’impianto delle misure in l’Italia da lunedì 18 maggio. Riaperture pressoché ovunque, compresi bari e ristoranti che quindi non dovrebbero star chiusi fino a giugno. Con delle severe misure di sicurezza, tuttavia: distanziamento sociale, igienizzazione dei tavoli, guanti e mascherine sempre. Misure che saranno valide sia per i luoghi di ristorazione (ma niente buffet), che per le strutture alberghiere e parrucchieri, che dovranno obbligatoriamente agire su appuntamento.

Al momento, sembrano ancora bloccati gli spostamenti tra le Regioni, almeno fino ai primi di giugno.

Nello stesso periodo, l’Italia starebbe pensando di riaprire le frontiere ai Paesi UE non in quarantena. Un tentativo, questo, di far ripartire anche il settore che più teme questa crisi: il turismo.

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