Sandro Petrone

Lutto nel mondo del giornalismo: è morto Sandro Petrone, storico volto del Tg2 e inviato che il pubblico italiano ha imparato ad apprezzare nei suoi tantissimi servizi dall’estero e da alcuni degli scenari più caldi tra Medioriente e Balcani. Da New York a Parigi, passando per Londra, ha impresso la sua firma su una carriera intensa e brillante. Aveva 66 anni e lottava da tempo contro una terribile malattia.

Morto Sandro Petrone, volto storico della Rai

Sandro Petrone è morto all’età di 66 anni, dopo aver imposto la sua firma su una intensa e brillante pagina del giornalismo italiano.

Per anni al servizio della Rai, come conduttore dell’edizione delle 13 del Tg2 e come inviato in alcuni dei teatri di guerra più roventi e sensibili del pianeta, era andato in pensione dopo essere stato colpito da una grave malattia diagnosticatagli nel 2016.

Il Tg2 gli ha dedicato un tweet in cui si ricordano le tappe della sua esistenza di guerriero oltre i riflettori: “Fino all’ultimo pronto alla battuta di spirito“, dicono di lui i colleghi, non ha mai trascurato la sua straordinaria passione per la musica.

Io che ho accarezzato la morte so raccontarvi cosa vuol dire combattere“: questa la frase del giornalista riportata dal servizio a lui dedicato dalla redazione del telegiornale in cui, dal 1997 al 2012, è stato anima e cuore pulsante sempre pronto a nuove avventure.

Sandro Petrone non ha mai messo da parte la sua grande passione per le note, cantautore e amico di celebri artisti come Pino Daniele ed Edoardo Bennato, amava scrivere canzoni e il suo ultimo album è intitolato Solo fumo, lavoro discografico pubblicato nel 2018.

Come inviato di guerra, Sandro Petrone è stato tra i volti di punta nel racconto di alcune delle pagine più dure e importanti della nostra storia: ha lavorato in Kuwait, ex Jugoslavia, Kosovo, Iraq, Libano, Afghanistan, Libano, Libia, e nel cuore di quell’11 settembre che ha straziato l’America. La sua è stata una carriera in continuo fermento, che lo ha visto anche vestire i panni di docente presso la Scuola di Giornalismo di Perugia.

La malattia e il coraggio

La sua carriera giornalistica, iniziata a Telemontecarlo prima di diventare uno dei più famosi e apprezzati inviati all’estero per la Rai, si è interrotta con la scoperta della sua malattia.

Una guerra personale, dopo aver visto l’orrore in alcuni dei territori più devastati da terribili conflitti, vissuta con grande riservatezza e coraggio e iniziata nel 2016.

Lo stesso giornalista aveva dipinto l’alba di quella battaglia, la più dura, ai microfoni de La vita in diretta: “Un giorno sono andato a fare dei controlli normali, era domenica mattina, vestito da corsa perché correvo, ho fatto una radiografia e ho scoperto di avere qualcosa a un polmone. L’ho scoperto dopo una corsa di 40 minuti in salita.

Ho fumato la pipa da ragazzo ma poi non più. Mi hanno messo subito in chemioterapia“.

All’epoca, i medici gli diedero 6 mesi di vita. Petrone aveva scelto l’immunoterapia, nuova frontiera nella cura del cancro, al posto della chemio.

Il dolore dei colleghi

In televisione e sui social, messaggi di cordoglio e dolore per la scomparsa del celebre giornalista. La redazione del Tg2 si è stretta intorno alla famiglia e lo ricorda così su Twitter: “Si è spento stanotte il collega e amico Sandro Petrone, una vita trascorsa al Tg2 Rai prima come inviato nei teatri di guerra internazionali poi capo della redazione esteri“.

Il direttore, Gennaro Sangiuliano, ha affidato un commento ai microfoni di Adnkronos: “Una grave perdita per il giornalismo, un esempio per tutti“. Sangiuliano ha ricordato la sua professionalità e quell’amore per il lavoro che lo hanno portato a diventare una delle firme più brillanti nel firmamento del settore.