una donna che subisce violenza a terra

Orrore nell’orrore in Svezia, per un caso di scomparsa che si è risolto con un macabro ritrovamento. La 17enne Wilma Andersson è stata decapitata, la sua testa trovata dentro una valigia due settimane dopo l’inizio del giallo. La polizia avrebbe individuato il presunto responsabile di uno dei crimini più efferati registrati nel Paese.

Scomparsa a 17 anni: il caso di Wilma Andersson

Il giallo di Wilma Andersson, 17enne di cui si erano perse le tracce il 14 novembre 2019, si sarebbe risolto in uno spietato epilogo. Una scomparsa dal sapore misterioso tradotta in uno dei casi di cronaca più sconvolgenti della Svezia.

Per la polizia, riportano Daily Mail e New York Post, dietro la fine della giovane si staglierebbe il nitido profilo di un crimine consumato entro il perimetro dei contatti più stretti della vittima. In testa ai sospetti un nome, finito di prepotenza sulle prime pagine e ora sul tavolo della giustizia: Tishko Ahmed Shabaz.

Si tratterebbe dell’ex fidanzato 23enne, l’ultima persona ad averla vista in vita prima della sparizione. Secondo quanto emerso, la loro relazione si sarebbe interrotta con uno strascico di tensioni dopo 2 anni, proprio nel novembre scorso, e la giovane si sarebbe recata a casa sua per recuperare degli oggetti che le appartenevano finendo per essere aggredita e uccisa.

Decapitata, la testa dentro una valigia

La svolta sarebbe arrivata due settimane più tardi, il 29 novembre, all’esito di una perquisizione condotta dagli inquirenti all’interno dell’appartamento del 23enne. I rilievi avrebbero permesso di evidenziare tracce di sangue della vittima e altri elementi in grado di dare un robusto impulso alle indagini, poi sfociate nell’arresto del ragazzo.

In una valigia, custodita nella stessa abitazione, gli investigatori avrebbero trovato la testa della 17enne, avvolta in un foglio di alluminio e strati di nastro adesivo.

A carico dell’ex fidanzato è scattata l’accusa di omicidio e ora c’è la data del processo: si aprirà il prossimo 26 maggio.

Ancora nessuna traccia dei resti della vittima

I resti della vittima non sarebbero stati ritrovati: l’indagato respingerebbe ogni accusa e non avrebbe finora fornito alcun elemento in grado di mettere gli inquirenti sulle tracce del cadavere.

Se l’avessi uccisa, non le avrei tagliato la testa“, avrebbe detto il 23enne in sede di interrogatorio, come riporta Metro.

Ma la polizia avrebbe in mano prove potenzialmente schiaccianti, che inchiodano il suo profilo alla cornice del presunto assassino: tracce di sangue dei due ragazzi su un coltello da cucina e impronte digitali del 23enne sul nastro che avvolgeva la testa. La famiglia ha lanciato un appello all’emittente tv svedese Svt perché le ricerche non vengano interrotte.

Il sospetto degli inquirenti è che, per una ragione ancora non perfettamente a fuoco nel quadro delle indagini, il ragazzo abbia conservato una parte del corpo e si sia disfatto del resto.