Primo piano di Massimo Ghini

Rivelazioni ad alta intensità per Massimo Ghini, visibilmente commosso durante il suo intervento televisivo dello scorso 9 giugno a Io e Te. L’attore non è riuscito a trattenere l’emozione davanti a una delle perdite più dolorose della sua esistenza.

Massimo Ghini commosso nel ricordo di Carlo Vanzina

Massimo Ghini è stato ospite di Io e Te, programma condotto da Pierluigi Diaco, nel corso della puntata del 9 giugno scorso. Un intervento televisivo particolarmente intenso per l’attore, che attraverso una carrellata di immagini della sua storia, personale e professionale, ha riaperto alcuni capitoli dolorosi della sua esistenza.

Durante l’intervista, non è riuscito a trattenere la commozione nel ricordo di una persona a lui cara, il regista Carlo Vanzina, di cui ha dipinto un tenerissimo ritratto che apre a un dolore ancora vivo e aspro: “Mi manca, mi emoziono quando sento la sua voce, la ferita è ancora fresca. Carlo era una persona straordinaria, coltissimo, preparatissimo, professionale, educato, gentile. Una cosa che con molta difficoltà trovi nell’ambiente cinematografico. Io gli devo tantissimo“.

Carlo Vanzina è morto nel 2018, all’età di 67 anni, e per Massimo Ghini è stato un duro colpo da incassare.

Le emozioni dell’attore hanno invaso lo studio di Diaco, condensando il suo affetto per il regista scomparso in un clima di intima e profonda riflessione.

L’infanzia dell’attore dopo la separazione dei genitori

Massimo Ghini ha affrontato anche un altro difficile capitolo della sua vita privata, quello legato alla separazione dei genitori. Ne ha parlato con grande serenità, oggi che quell’Italia, in cui il concetto di famiglia allargata era ancora un tabù, sembra un’istantanea lontana anni luce.

L’attore ha provato la solitudine e avrebbe vissuto sulla propria pelle lo sguardo diffidente di quanti vedevano nella sua storia qualcosa di “diverso” da tenere a distanza di sicurezza.

Ed è così che ha sintetizzato la situazione che si sarebbe trovato a gestire insieme alla mamma, per lui una “donna straordinaria“: “Sulle giustificazioni (a scuola, ndr), c’era scritto sempre ‘firma del padre o di chi ne fa le veci’. Firmava mia madre, ma ogni volta mi sgridavano e allora a un certo punto abbiamo firmato falso, mia madre firmava con il nome di mio padre per evitare rimproveri“.

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