Whitney Houston presenzia a un gala

Whitney Houston è stata una diva, una cantante che, all’apice della carriera, ha scalato le classifiche mondiali e conquistato il cinema con il film Guardia del Corpo. Nella pellicola con Kevin Costner, cristallizzò il suo successo con l’interpretazione di I Will Always Love You, una scena entrata nella storia del cinema.

La cantante è stata però anche una donna tormentata, andata incontro a una tragica fine. Whitney Houston sembra essere stata vittima della gabbia dorata che le era stata costruita intorno, incapace di essere se stessa.

Whitney Houston: una donna frammentata

L’11 febbraio 2012, Whitney Houston viene ritrovata morta nella vasca da bagno del suo albergo a Beverly Hills.

Secondo i medici legali, la cantante è morta per un infarto causato dall’uso smodato di alcol e droga, oltre ai farmaci di cui abusava. Un investigatore privato successivamente avanza la teoria dell’omicidio per debiti di droga, ma in ogni caso la tragica morte è legata al profondo malessere che Whitney non ha mai superato.

La presunta relazione omosessuale

Di famiglia cattolica e borghese, Whitney Houston non sarebbe riuscita ad esprimere se stessa, ma è rimasta imbrigliata nell’immagine costruita per lei.

In particolare la cantante non avrebbe mai potuto vivere l’amore per l’assistente Robyn Crawford, sua grande amica, che definì “la sorella che non ho mai avuto“.

La relazione è stata raccontata dall’ex marito Bobby Brown, il quale ha dichiarato che Whitney avrebbe sempre negato per i genitori. La madre Cissy Houston, d’altronde, confermò di non poter venire a patti con una verità del genere quando da Oprah ammise che non avrebbe mai accettato che la figlia fosse omosessuale. La relazione sarebbe stata nascosta dalla famiglia, anche tramite il matrimonio con Brown, segnato dagli abusi.

Guardia del Corpo e I Will Always Love You

È nell’esibizione a cappella della canzone che in qualche modo si intuisce la grandezza e la tragedia di Whitney Houston. In Guardia del Corpo la cantante veste i panni della diva sopraffatta dal successo e minacciata di morte, si scoprirà poi, da quella stessa assistente e sorella che era la sua più vicina confidente.

La canzone è stata scritta e cantata da Dolly Parton, regina del country. Inizialmente non doveva comparire nella pellicola, ma Kevin Costner, sentendola, decise di inserirla nel film.

Una scelta azzeccata, che segnò l’apice della carriera della Houston, come disse la stessa madre presente alle riprese.

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