un uomo viene sottoposto al tampone per il coronavirus

In Italia la lotta contro il coronavirus si conferma positiva, con numeri che continuano a calare. La Protezione Civile, come ogni giorno, monitora i contagi di COVID-19: rimane l’eccezione Lombardia, in cui sono concentrati la maggior parte dei casi, ma il trend è decisamente in calo. Cambiano inoltre le linee guida dell’OMS per la determinazione dei pazienti che possono uscire dall’isolamento. Non servono più i 2 tamponi negativi, ma basta l’assenza di sintomi per qualche giorno.

Coronavirus, i dati della Protezione Civile

Oggi in Italia sono ben 16 le Regioni in cui non si registra alcun decesso per il coronavirus, come informa la Protezione Civile.

Il totale delle persone che hanno contratto il virus sono 238.499, +224 nuovi casi rispetto a ieri. Sono 20.972 gli attualmente positivi (-240), di cui 148 in Terapia Intensiva (-4), mentre 2.314 sono ricoverati con sintomi (-160 rispetto a ieri).

L’88% degli attualmente positivi, 18.510 persone, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Le vittime del coronavirus sono 24, portando il totale dei decessi a 34.634. Sono invece 182.893 i dimessi e guariti, +440 rispetto a ieri.

grafico della protezione civile
Monitoraggio della Protezione Civile. Fonte: Ministero della Salute

OMS: cambia la regola dei 2 tamponi negativi

Cambia la regola dei tamponi per poter uscire dall’isolamento a causa del coronavirus. Non serve più risultare negativi a 2 tamponi nell’arco di 24 ore, ma basta essere asintomatici per alcuni giorni, almeno 3. Una decisione che inciderà sul periodo di autoisolamento per chi non mostra sintomi e sui parametri per definire i guariti.

Come ha confermato il ministro della Salute Roberto Speranza in una lettera al Comitato tecnico-scientifico: “Le nuove linee guida dell’OMS relative alla modalità di certificazione della guarigione segnano un cambiamento che può incidere significativamente sulle disposizioni finora adottate e vigenti nel nostro Paese.

Chiedo di poter affrontare il delicato tema nel Comitato tecnico scientifico, fermo restando il principio di massima precauzione che ci ha guidato finora“.

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