laboratorio tamponi covid

Nell’Italia che in pochi mesi ha dovuto fare i conti con l’emergenza sanitaria più grave della sua storia, desta preoccupazione la notizia che arriva da Arezzo. Da qualche giorno la città è in allarme per un nuovo virus tipico dei pipistrelli ma rilevato in un gatto, che prima di morire ha morso la proprietaria. Improbabile un’epidemia, ma il sindaco di Arezzo ha preso provvedimenti per evitare qualsiasi possibile diffusione del contagio.

Gatto contrae lyssavirus: secondo caso al mondo

Non c’è da cedere al panico, ma l’attenzione dopo mesi di quarantena da Coronavirus, pandemia e contagi è ovviamente massima.

A darne notizia è direttamente la Regione Toscana il 28 giugno 2020. Sul sito, viene riferito che il Centro Nazionale per la Rabbia ha rilevato nel cervello di un gatto un lyssavirus; una specie che include anche il virus della rabbia. Prima d’ora, viene riferito, era stato rilevato solo nel 2002 in un pipistrello del Caucaso. Non era noto che potesse in qualche modo infettare un animale come un gatto e l’uomo.

L’allerta, specie dopo le notizie sull’origine del Coronavirus, è stata ovviamente massima sin da subito, perché il gatto prima di morire aveva morso la sua proprietaria di Arezzo.

Il Ministero istituisce un gruppo tecnico

Sempre la Regione Toscana, nei giorni scorsi, ha fatto sapere che in via precauzionale è stato formato dal Ministero della Salute un gruppo tecnico e che chiunque sia stato in contatto col gatto debbano sottoporsi ad una profilassi. Viene anche riferito che è altamente improbabile una diffusione epidemica del lyssavirus, specie perché non ci sarebbe prova di trasmissione da animale a uomo. Tuttavia, il sindaco della città di Arezzo ha preso già alcuni provvedimenti.

Il vaccino per la rabbia potrebbe non funzionare

L’Italia è ufficialmente indenne dal virus della rabbia dal 2013, per questo la scoperta del virus finora tipico dei pipistrelli ha generato parecchio clamore. Il presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani Marco Pelosi, riportano le fonti, ha ipotizzato che il gatto abbia preso il lyssavirus da un pipistrello migratore; l’animale potrebbe essere nativo delle zone in cui era stato rilevato il virus nell’unico altro caso al mondo prima di Arezzo.

Il virus, proprio come la rabbia, ha causato un’aggressività anomala nel gatto, quindi l’encefalite che ne ha causato la morte.

L’allarme è partito però perché essendo di un tipo diverso, il vaccino per la rabbia a disposizione ora potrebbe non essere adatto. Meglio quindi evitare il contagio, motivo per cui Arezzo ha preso provvedimenti.

La città di Arezzo prende provvedimenti

Come riportano fonti locali, sono state 3 le ordinanze comunali emesse dal sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. “Il caso del gattino colpito da lyssavirus sicuramente ci preoccupa – le sue parole riportate anche da AgiRiteniamo pertanto necessario mettere in atto tutti gli accorgimenti finalizzati al controllo anche di questi felini domestici“.

Per questo motivo, tutti i gattili e i proprietari di gatti dovranno segnalare eventuali sintomi del lyssavirus, quali rabbia e tendenza a mordere. Inoltre, è stato disposto lo stop alla sterilizzazione dei gatti nelle colonie di Arezzo.

Chi nella zona è stato morso da un animale domestico (animale o persona), deve mettersi in isolamento. In una precedente ordinanza, il sindaco Ghinelli ha anche disposto l’obbligo del guinzaglio per i cani a passeggio.

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