Il Consiglio dei ministri è riuscito durante la notte a trovare un accordo sul dossier Autostrade. Questo prevede l’ingresso di Cassa depositi e prestiti nel capitale con il 51%, rendendo Aspi una public company, e anche una revisione della concessione dai risarcimenti alle tariffe. Durante la notte il Movimento 5 stelle ha chiesto garanzie che Benetton esca davvero dall’azienda, mostrando così la propria irritazione in un Cdm che pare essere stato tra i più nervosi del periodo: cominciato alle 23 è stato sospeso poco dopo per permettere che Conte e Gualtieri si riunissero per decidere come condurre la trattativa.

Il ruolo dei Benetton

Sotto la lente di ingrandimento l’uscita dei Benetton, che sarà graduale. La famiglia rimarrà con il 10-12% dell’azionariato, per poi successivamente passare a una nuova diluizione. Ad occuparsi adesso dei dettagli dell’accordo saranno i ministri Roberto Gualteri e Paola De Micheli, che hanno mandato, nel caso gli impegni non vengano rispettati, di scegliere per la revoca. “Se gli impegni assunti questa notte non vengono rispettati, sarà revoca“, riporta infatti Tgcom24 le parole di un ministro. “Il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo“, si spiega nel comunicato diffuso da palazzo Chigi dopo il Cdm.

Cassa depositi e prestiti diventerà socio di maggioranza di Aspi entro il 27 luglio.

Cosa prevede l’accordo

Stando al comunicato diffuso, l’accordo prevede un “rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario” e un aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario.

E ancora la “rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario” e ancora “accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria“.

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