Wilder McDaniel

Un bimbo di 2 anni trovato morto vicino alla sua culla, e un cuscino insanguinato che accende i riflettori sulla pista dell’omicidio: sono questi i contorni del giallo sulla tragica fine del piccolo Wilder McDaniel, secondo quanto riferito da fonti di polizia e riportato dalla stampa americana, su un caso che ora, a 2 anni dal dramma, si riaccende con elementi sempre più inquietanti. Gli esiti dell’autopsia sul minore, deceduto nel 2018 nella sua casa in Texas, convergerebbero in una sola, terribile direzione.

Wilder McDaniel morto a 2 anni: si indaga per omicidio

Si rafforzano le tinte fosche intorno alla morte di Wilder McDaniel, un bimbo di 2 anni trovato senza vita vicino alla sua culla, in una casa di Witchita Falls (Texas), l’11 ottobre 2018.

A 2 anni dalla tragedia, quando l’attività investigativa sembrava essersi assestata sull’ipotesi di un incidente – una presunta caduta dal lettino, sebbene assenti evidenze di lesioni compatibili con questa dinamica – il quadro del caso assume i contorni sinistri di un’azione determinata a causarne il decesso.

Gli esiti degli ultimi accertamenti autoptici, invocati dalla famiglia per chiarire i contorni del dramma e diffusi poche ore fa, avrebbero spinto gli inquirenti verso un’altra ricostruzione.

Secondo quanto riportano Metro e News Channel 6 Now, la nuova ipotesi è che il minore sia stato stato ucciso, soffocato da una mano ancora ignota al fuoco investigativo. Sfumerebbe, quindi, l’impianto di partenza che aveva indotto a dichiarare come “incerta” la causa dell’asfissia.

Continueremo a lavorare sul caso, potrebbe essere un omicidio“: questa una delle dichiarazioni del capo della polizia di Wichita Falls, Manuel Borrego, durante la conferenza stampa dello scorso 9 luglio riportata da Times Record News.

Un cuscino insanguinato vicino alla culla

Secondo le più recenti novità sul caso, i medici legali che hanno lavorato all’autopsia sarebbero giunti a una conclusione: il sangue trovato sul cuscino del bimbo suggerirebbe che qualcuno possa averlo posizionato deliberatamente sul naso e sulla bocca della vittima, soffocandola.

Il bambino sarebbe stato messo nella sua culla prima di essere ucciso, e resta ancora incerto come possa essere finito sul pavimento. Sul corpo, i periti avrebbero evidenziato segni compatibili con un tentativo di difesa, riconducibili, quindi, alla possibile cornice di una lotta contro il suo assassino.