Bambino che piange

Si è conclusa dopo 5 anni la causa di una coppia contro gli Spedali Civili di Brescia, l’azienda ospedaliera da loro ritenuta “colpevole” per la quarta figlia della coppia. La donna, infatti, si era fatta operare apposta per non rimanere più incinta, ma il fallimento dell’intervento è stato testimoniato da una nuova gravidanza. Un giudice ha stabilito ora che quella figlia è responsabilità proprio dell’Ospedale.

Sterilizzata nel 2011, ma l’intervento va male

La particolare vicenda, stando a quanto riportano le fonti locali, inizia nel 2011, quando una 39enne madre di 3 figli decide di farsi sterilizzare.

Una sterilizzazione tubarica, la chiusura delle tube di Falloppio, un tipo di intervento permanente. O almeno così sperava la donna assieme al marito: la scelta di operarsi sarebbe derivata dalla piena soddisfazione del loro status familiare e dalla consapevolezza che un altro figlio avrebbe causato disagi economici alla famiglia.

Invece, 2 anni dopo l’intervento eseguito da un ginecologo degli Spedali Civili di Brescia, la donna è rimasta incinta di nuovo. Una nascita inaspettata, visto le precauzioni ritenute drastiche adottate dalla coppia. L’intervento, però, era evidentemente andato male.

A confermarlo, riporta Repubblica, anche un perito incaricato dal giudice, che ha rilevato una “esecuzione tecnica chirurgica inadeguata” alla base del fallito intervento.

L’ospedale dovrà mantenere la figlia

Da quel momento, la famiglia ha dovuto fare i conti – letteralmente – con una nuova figlia, ma il senso di ingiustizia è stato tale da spingerli a intentare una causa contro gli Spedali Civili. Proprio nel 2011, riportano le fonti, un caso simile a Udine, conclusosi in favore della coppia. Per questo probabilmente la coppia, oggi di 50 e 48 anni, di Brescia ha assunto lo stesso avvocato, Paolo Persello.

All’ospedale si imputa il fatto che il fallito intervento abbia leso uno specifico diritto della Costituzione, quello sul diritto alla procreazione cosciente e responsabile.

A dargli ragione è stato il Tribunale di Brescia, che con una sentenza ha condannato gli Spedali Civili a mantenere la figlia della coppia fino ai 25 anni. Loro, per il giudice, la responsabilità della nascita della bambina, quindi dovranno pagare 300 euro al mese, per un totale circa di 90 mila euro.

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