donna vittima di violenza

Si è conclusa con una decisione del giudice per le udienze preliminari la vicenda giudiziaria di Aurela Perhati, una giovane donna protagonista suo malgrado di un tremendo fatto di cronaca. La notte di Capodanno del 2019, Aurela investì e uccise Massimo Garitta: pochi giorni dopo, la confessione decisiva anche per la decisione del giudice.

Uccise l’uomo che tentava di violentarla

Come riportano le fonti locali, Massimo Garitta era stato trovato la mattina del 1 gennaio 2019: il suo corpo si trovava in un campo di Ovada, in provincia di Alessandria. Dai primi rilievi, emerse che l’uomo era stato investito e, fortuna degli investigatori, sulla giacca dell’uomo erano rimasti impressi i numeri della marmitta.

Un dettaglio, questo, che consentì di risalire molto velocemente ad Aurela Perhati, 25enne della zona.

Durante l’interrogatorio, la Perhati confessò tutto: aveva investito e ucciso quell’uomo, sì, ma perché aveva cercato di violentarla. A quel punto, questa la tesi dei difensori, era riuscita a fuggire ma nel farlo aveva involontariamente investito Garitta. Un particolare, però, ha fatto sospettare diversamente.

Assolta, ma per il pm era da processare

La vicenda si è trascinata fino ad oggi, un anno e mezzo dopo i fatti.

All’udienza preliminare, il gup Aldo Tirone ha ritenuto valida la versione degli avvocati di Perhati, forte anche del fatto che Garitta fu trovato coi pantaloni abbassati, riportano le fonti. Per questo motivo Aurela Perhati è stata assolta dall’omicidio, avvenuto per legittima difesa.

Il pm che ha seguito il caso invece aveva chiesto per lei 8 anni di carcere: per gli inquirenti, infatti, le tracce dell’auto sul corpo di Garitta sarebbero stati segno di una precisa volontà della donna di investirlo, non di un incidente.

Con l’assoluzione, la donna è libera dai domiciliari a cui era stata sottoposta.

Approfondisci

Cyntoia Brown è libera: a 16 anni aveva ucciso l’uomo che l’aveva stuprata