mano di un bambino in ospedale

Doppio dolore per una madre inglese, il cui figlio ha scoperto di avere la leucemia dopo sole due settimane dalla morte del fratellino, stroncato da un tumore al cervello. Al centro di questo dramma familiare Julie Parton, tenace mamma 51enne residente nella cittadina di Cannock, che in pochi mesi ha visto la sua vita cambiare per sempre: “È quasi impossibile spiegare a parole quanto terribile sia stato tutto ciò – ha dichiarato al quotidiano The SunNessuno dovrebbe perdere un figlio di 12 anni”.

La diagnosi di leucemia dopo il funerale del fratellino

Nel marzo del 2019 Ben, 12 anni, aveva scoperto di avere una particolare forma di tumore al cervello, estremamente aggressiva.

Nonostante trenta sessioni di radioterapia, due cicli di chemioterapia ed una operazione, il bambino era morto nel dicembre successivo. Dopo pochi giorni anche il fratello gemello, Jack, aveva iniziato a stare male, con dolori alla schiena ed un malessere generale.

I dottori avevano inizialmente attribuito questi sintomi al fortissimo stress a cui era stato sottoposto il bambino nei mesi precedenti, ma un più attento esame ha poi rivelato l’amara verità.

Dopo due settimane dalla morte del primo figlio, Julie ha così scoperto che Jack era affetto da leucemia: “A sole due settimane di distanza dal funerale di Ben, proprio quando stavamo ancora piangendo per la sua perdita, è stato un colpo durissimo scoprire che anche Jack stava combattendo contro il cancro”.

Come è facile immaginare, una tale situazione potrebbe gettare a terra chiunque. Julie spiega che, in un periodo tanto negativo, la diagnosi di leucemia è stata paradossalmente accolta con sollievo: “Mi consola il pensiero che con Jack posso avere qualche speranza in più – ha spiegato – Sono consapevole che la leucemia non è più la sentenza di morte che era una volta”.

I primi trattamenti sono stati positivi, ma il bambino dovrà comunque sottoporsi a cicli di chemioterapia per i prossimi due anni.

L’importanza della ricerca

Julie, intanto, si è attivata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della ricerca scientifica. I fondi destinati a livello nazionale alla ricerca sui tumori al cervello, sostiene la donna, sono ancora insufficienti: “I tumori al cervello uccidono più bambini e adulti sotto i 40 anni di qualsiasi altro cancro – ha spiegato nell’intervista al Sun Senza investimenti nella ricerca, famiglie come la nostra non avranno speranze”.

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