luigi chiatti

Luigi Chiatti è conosciuto come il mostro di Foligno perché fra il 1992 e il 1993 uccise due bambini, uno di 2 ed uno di 13 anni. Dal 1993 Chiatti è detenuto in Sardegna e ogni 2 anni, la sua pericolosità sociale viene valutata. L’ultima di queste rivalutazioni è avvenuta in questi giorni, e non è stata a favore dell’omicida.

Il giudice di sorveglianza di Cagliari ha infatti decretato che il mostro di Foligno è ancora oggi pericoloso per la società.

Gli omicidi di Luigi Chiatti

Simone Allegretti aveva solo 4 anni.

Lorenzo Paolucci 13. Chiatti uccise prima il piccolo Simone, usando armi da taglio per accoltellarlo e poi uccidendolo per strangolamento. Fu lo stesso Chiatti a lasciare in una cabina telefonica un biglietto anonimo e privo di impronte in cui spiegava dove aveva nascosto il corpo del piccolo.

Morte di Lorenzo Paolucci

Il secondo omicidio avvenne il 7 agosto 1993: Lorenzo Paolucci fu prima colpito al torace con un forchettone da cucina e poi venne accoltellato alla gola. In questo caso Chiatti agì con meno precisione e gli inquirenti riuscirono a risalire a lui per via di alcune tracce del trascinamento del corpo che portavano proprio alla sua abitazione.

Luigi Chiatti: il processo

Nel ’94 iniziò il processo: Chiatti fu condannato a due ergastoli in primo grado. Nel ’96 la corte d’Assise d’Appello di Perugia riformulò la sentenza, riconoscendo la semi-infermità mentale dell’accusato. La pena fu attenuata in 30 anni di reclusione, che Chiatti ha scontato in carcere a Prato. Nel 2015 è stato disposto il suo trasferimento per almeno 3 anni in una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza).

Fu scelta come destinazione la Rems di Capoterra (Cagliari). Nel 2018 prima e nel 2020 poi, il giudice di sorveglianza del capoluogo sardo ha confermato la pericolosità sociale del soggetto. Secondo quanto riportato dall’Ansa, questa misura di sicurezza potrebbe teoricamente durare a vita.

Chi era Luigi Chiatti, il mostro di Foligno

Luigi Chiatti nacque a Narni (Terni) il 27 febbraio 1968, con il nome di Antonio Rossi. Sua madre lo abbandonò in un orfanotrofio, dove visse fino ai 6 anni, quando i coniugi Ermanno Chiatti e Giacoma Ponti lo adottarono e lo portarono con loro a Foligno.

Il giovane aveva da subito mostrato una personalità aggressiva, piuttosto chiusa, che aveva preoccupato i genitori. Si sospetta che a creare enormi conseguenze sul suo apparato emotivo sia stato anche il presunto abuso subito da parte di un prete, nel periodo in cui Chiatti era rimasto in orfanotrofio in attesa di un’adozione.

Crescendo e diventando adulto, i problemi di Luigi Chiatti non scompariranno: alcune perizie psicologiche effettuate sull’uomo parlerebbero di “un Io debole e anaffettivo, con scarso controllo degli impulsi” e di problemi come “marginalità” ed “iposocializzazione”.