Sono tantissimi gli uomini che, intenzionati a fare la fatidica proposta alla propria amata, archiviata l’emozione della decisione non sanno da dove cominciare per quanto riguarda la scelta del solitario. Normalissimo: in questi casi, ci vogliono consigli tecnici mirati da parte di esperti. Per raccoglierli, abbiamo interpellato il gioielliere Alberto Ferrari e, tra una chiacchierata sulla sua attività e qualche informazione su grandi classici come l’anello solitario Valentino, ci siamo soffermato su alcune informazioni che è fondamentale avere in merito a questa tipologia di gioiello.

Diamante e brillante non sono la stessa cosa

Partiamo da quelle che sono le basi: diamante e brillante non sono la stessa cosa.

Con l’espressione “diamante”, infatti, si inquadra la materia prima. “Brillante”, invece, sta a indicare la tipologia di taglio.

Focus sulla montatura

Tra le domande che vengono poste più spesso a gioiellieri come Ferrari in merito ai solitari ci sono gli interrogativi relativi alla montatura. Come sceglierla? In linea di massima, oggi come oggi l’orientamento è chiaro: l’alternativa migliore è una montatura classica, caratterizzata da un gambo liscio e possibilmente solido. Un consiglio? Lasciare spazio sufficiente per permettere al gioielliere di incidere una data e i nomi.

L’importanza della caratura

Gli esperti sono molto chiari su questo punto: quando ci si trova nella bottega di un gioielliere per scegliere un solitario, è molto importante concentrarsi sulla caratura. Come mai? Il motivo è molto semplice: si tratta del criterio maggiormente in grado di incidere sul costo e sul colore del prezioso. Un altro aspetto sul quale vale indubbiamente la pena soffermarsi è la purezza. Non bisogna però starci troppo a pensare. Viene da chiedersi come mai, dato che, quando si parla di solitari, tutti la reclamizzano.

Il motivo, anche in questo caso, è semplicissimo: chi non è esperto, fa davvero fatica a distinguere un diamante dall’alto livello di purezza.

Oro: quale tipologia scegliere

Non c’è che dire: sono numerosi i punti da mettere in agenda quando si tratta di scegliere un solitario per fare la proposta. Tra gli aspetti che bisogna considerare rientrano senza dubbio le peculiarità dell’oro. Meglio bianco, giallo o rosa? Anche da questo punto di vista l’orientamento degli esperti è chiaro: l’alternativa senza dubbio più adatta a un anello come il solitario è l’oro bianco.

Il colore del diamante

Un capitolo sul quale vale la pena soffermarsi con attenzione quando ci si documenta su come scegliere il solitario riguarda il colore del diamante. Quando leggono questa espressione, molte persone rimangono sorprese, convinte che la pietra preziosa per eccellenza non abbia colore.

Invece esiste una vera e propria scala di classificazione delle cromie. Si parte dalla D e, dopo 13 alternative, si arriva alla S-Z. Tornando un attimo alla tipologia di oro, una cosa importante da ricordare riguarda il fatto che, nel caso in cui il colore del diamante si colloca al di sotto della lettera J – il settimo grado della scala con una cromia che comincia timidamente a tendere al giallo – può rivelarsi più saggio montare la pietra su un anello di oro giallo o di oro rosa.

Quanto costano i solitari?

Eccoci a parlare di un capitolo di innegabile importanza, che desta tanta curiosità, comprensibile, tra chi si interessa ai solitari. I prezzi di questi gioielli variano notevolmente e ci sono davvero soluzioni per tutte le tasche. Con 400 euro, infatti, si può acquistare un solitario classico. Man mano che aumenta la purezza del diamante ovviamente sale il costo, che può anche superare i 4000/5000 euro.