volante della polizia

Una vicenda tremenda, di inaudita brutalità quella che proviene dal cuore della Russia. Una bambina di 2 anni è morta e sarebbe stata colpita decine e decine e decine di volte dal patrigno. Il tutto, per un motivo di una futilità terrificante. Le indagini riguardano anche la madre, che avrebbe coperto mesi di abusi e violenze nei confronti dell’infante.

Picchiata a morte a 2 anni dal patrigno

Come riportano fonti internazionali, la bambina si chiamava Knesnia Dubrovina, aveva appena 2 anni e viveva a Tolyatti, una cittadina russa sul Volga, vicino al confine con il Kazakistan.

Ad ucciderla, sarebbe stato il compagno della madre, Anton Proskurin. I fatti risalgono allo scorso giugno, ma la vicenda sta acquisendo risalto internazionale solo adesso.

Il motivo dietro la furia dell’uomo, che ha ripetutamente colpito la bambina, sarebbe incredibilmente futile: la piccola Knesnia avrebbe urinato sul pavimento, non sapendo ancora usare bene il vasino. Tanto sarebbe bastato per scatenare l’uomo.

La piccola Knesnia colpita 20 volte in testa e 40 sul corpo

Ad indignare l’opinione pubblica sono i dettagli di questo tremendo infanticidio. Sembra infatti che l’autopsia sul corpo della bambina abbia riscontrato come Anton avrebbe colpito 60 volte la piccola Knesnia: 20 in testa e 40 sul resto del corpo.

La bambina era così malridotta che quando sono intervenuti i soccorsi la sua testa sarebbe stata “gonfia come un pallone“, riportano le fonti.

Ad ucciderla formalmente è stata la tremenda emorragia causata dalle botte del patrigno. Inoltre, sembra che quella non fosse l’unica volta che l’uomo usava violenza sul corpo della bimba di 2 anni: già a maggio 2019 le avrebbe rotto un braccio, mentre un amico di famiglia avrebbe testimoniato di un calcio nello stomaco.

La madre, in quel momento, avrebbe riso. L’uomo ora rischia una condanna a vita.

La madre avrebbe aspettato 24 ore a chiamare aiuto

I contorni della vicenda non possono che richiamare quanto accaduto l’anno scorso a Cardito, specie per la parte che coinvolge la madre della piccola Knesnia. Sembra infatti che la donna, la 25enne Zinaida Proskurina, avrebbe aspettato 24h prima di chiamare aiuto. Troppo tardi per aiutare la figlia e di questo la madre dovrà rendere conto alla giustizia: la donna avrebbe ammesso di sapere degli abusi, ma di non aver protetto la figlia.

Ancor peggio, le fonti riportano che avrebbe fotografato il corpo martoriato della bambina, “per l’album di famiglia” secondo un testimone riportato dal The Sun. Inoltre, Zinaida avrebbe cercato di coprire i lividi della bimba con del trucco. Per tutto questo risulta indagata anche lei, per non aver compiuto i propri doveri genitoriali.

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