Arrestato a Torino l’amministratore di un’azienda per stalking. Ha tormentato una sua dipendente per un anno

È finito l’incubo di una dipendente di un’azienda nel centro di Torino, dopo mesi di stalking e soprusi. Il suo capo, amministratore delegato dell’azienda, è stato messo agli arresti domiciliari. La donna lo aveva denunciato un anno fa, dopo aver accusato anche un malore in ufficio a causa dello stress. Lo scorso gennaio, un altro ragazzo di 28 anni era stato vittima di stalking.

Mesi di umiliazioni

56enne arrestato e messo in custodia cautelare ai domiciliari, dopo quasi un anno dalla denuncia di una sua dipendente. Sull’amministratore-stalker pende l’accusa di atti persecutori e violenza privata.

La donna che lo ha accusato era arrivata a chiedere l’aiuto di un centro antiviolenza e poi della Polizia per mettere fine all’incubo che stava vivendo sul posto di lavoro. Secondo quanto emerso dalle indagini, la dipendente avrebbe sviluppato una sindrome depressiva da stress in ambito lavorativo, dopo mesi di umiliazioni e persecuzioni in ufficio.

“Io sono il padrone”

Tutto sarebbe cominciato dal 2018, quando fu assunta nell’azienda, nel pieno centro di Torino. Il suo capo la controllava anche al di fuori dell’orario di lavoro, con chiamate, mail e messaggi senza sosta, accusandola di dimostrare poca disponibilità.

Nel corso dei mesi, l’amministratore ha perfino incaricato una terza persona di seguire gli spostamenti della sua dipendente. Si è scoperto che utilizzava perfino un cronometro per segnare esattamente il tempo della pausa pranzo della donna. “Io sono il padrone di questa azienda e vi do lo stipendio. Voi dovete fare quello che dico io”, avrebbe in più occasioni sostenuto l’Ad, secondo quanto raccontato dalla dipendente alla Polizia.

Il malore in ufficio

L’uomo avrebbe fatto di tutto per screditare la donna di fronte ai colleghi, ponendo volutamente degli ostacoli al suo lavoro.

Infine, sarebbe giunto perfino a rimuovere la maniglia e il computer dal suo ufficio. Dopo un anno di vessazioni, lo stato d’ansia raggiunto dalla dipendente non era più sostenibile, così è finita in malattia. Dopo diversi giorni a casa, le è arrivata una lettera di licenziamento per motivata dalla “insubordinazione” nei confronti del titolare. La donna ha avuto anche un tracollo in ufficio: la pressione psicologica ha raggiunto il picco ed è stato necessario chiamare il 118.

L’amministratore-stalker avrebbe anche in quel caso mantenuto un atteggiamento aggressivo, cercando di intralciare il lavoro dei paramedici venuti in soccorso della dipendente. Mercoledì 16 settembre, ha potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo, quando il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per il suo stalker.