bambino peluche

L’emergenza Coronavirus ha creato una serie di conseguenze molto difficili da prevedere. Una delle più negative è sicuramente quella che ha riguardato bambini e ragazzi di tutto il mondo che, durante il lockdown, si sono improvvisamente ritrovati isolati, senza scuola e con una routine completamente cambiata. Tracey Tyler, una mamma inglese di 40 anni, ritiene che senza lockdown suo figlio 14enne, morto suicida lo scorso 25 maggio, sarebbe vivo ancora oggi.

Si impicca durante il lockdown

A ritrovare il piccolo Sam impiccato nella propria cameretta è stata proprio la madre, ritornata a casa dopo un lungo turno di lavoro come operatrice sanitaria: “Credo che se fosse stato a scuola, con la sua solita routine, non sarebbe mai successo”, ha dichiarato Tracey al quotidiano The Mirror.

Nulla, nei giorni precedenti, lasciava presagire un simile gesto, a parte alcuni sbalzi di umore che la mamma aveva attribuito all’età del ragazzo. L’unica cosa certa è che quel giorno Sam stava giocando ai videogiochi con alcuni amici online, a cui aveva detto che si sarebbe assentato per qualche minuto. Da quella apparente pausa, però, non ha più fatto ritorno: “Si sentiva isolato durante il lockdown – racconta la madre – ma quando uscii per andare al lavoro stava giocando al computer; ha solo detto ‘Torno tra due secondi’, poi non è più tornato online”.

Il senso di isolamento

Ritornare a casa e vedere una simile scena sarebbe straziante per qualsiasi persona. Per una madre si tratta di un momento così drammatico da non poter essere mai più dimenticato. A tutto ciò si aggiungono i sensi di colpa e la sensazione che le cose, senza l’emergenza Coronavirus, avrebbero potuto andare diversamente: “Faticavamo noi adulti durante il lockdown e penso che sia ancora più difficile per i bambini non avere la solita routine – ammette amaramente la madre – Penso che la chiusura delle scuole abbia avuto una parte importante in quello che è successo con Sam, perché si sentiva molto isolato”.

Una conversazione potrebbe salvare la vita di un figlio

Tracey si sta ora impegnando affinché la sua esperienza possa servire ad altre madri. Parla apertamente del rischio di sottovalutare i piccoli segnali, di ignorare alcune conversazioni che potrebbero invece essere decisive per i figli: “Penso che i bambini non vogliano turbare i genitori parlando del loro disagio: se solo i genitori glielo chiedessero, si abbatterebbe quella barriera; quella conversazione di cinque minuti potrebbe salvare la vita di tuo figlio”.

Se sei vittima o testimone di una forma di violenza su minori, chiama il 114, il numero di emergenza per tutelare bambini e adolescenti in situazioni di pericolo e di emergenza in cui sono coinvolti bambini e adolescenti. Se sei vittima di violenza di genere e stalking chiama il 1522, numero gratuito di pubblica utilità attivo 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno da rete fissa o mobile.

Le operatrici telefoniche offriranno supporto in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.

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