checco zalone

È morto Mirko Toller, il bambino affetto dalla Sma, atrofia articolare spinale, che il pubblico ha conosciuto come protagonista di alcuni spot di beneficenza accanto al comico e attore Checco Zalone.

Il messaggio di Checco Zalone

E dopo la terribile notizia arriva anche il messaggio di Checco Zalone: “Ciao grande Mirko. Se puoi, da lassù, continua a mandarci il tuo sorriso, perché ne abbiamo ancora bisogno“, ha scritto il comico su Facebook. Sotto il messaggio scorrono le immagini del loro spot che ai tempi aveva riscosso molto successo.

Guarda il video

Spot Sma 2016

Mi aiutate ad aiutare le famiglie SMA?#eiochiamolaricerca

Pubblicato da Checco Zalone su Domenica 25 settembre 2016

Morto Mirko Toller

Mirko Toller è morto ieri dopo essere stato ricoverato alcuni giorni fa nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Chiara di Trento.

 Mirko aveva 17 anni e frequentava l’Istituto tecnico Industriale a Trento. Era diventato molto famoso quando, a 12 anni, aveva partecipato come protagonista a uno spot che invitava i telespettatori a donare in favore dell’associazione nazionale Famiglie Sma per la lotta contro l’Atrofia Muscolare Spinale. Al suo fianco Checco Zalone e il duo aveva convinto moltissimo il pubblico, sensibilizzandolo e facendo ridere. Si era costruito una certa notorietà anche con il canale YouTube “Mirko e Linda show”, in cui Mirko e la sorella Linda parlavano con ironia di vari temi, dalle serie tv al calcio.

Il messaggio dell’associazione Famiglie Sma

L’associazione Famiglie Sma ha pubblicato un messaggio su Facebook: “Ci sono notizie che non vorremmo mai ricevere. Ci sono dolori che conosciamo troppo bene e che non vorremmo mai più provare, soprattutto non vorremmo che nessuna famiglia provasse più“, si legge sul loro profilo Facebook. Poi il terribile annuncio: “Il nostro meraviglioso Mirko non è più con noi.

Sono ore di grande dolore per tutti noi. Il nostro abbraccio e pensiero va alla sua famiglia. Ciao Mirko, il tuo sorriso ci illuminerà per sempre. Noi non smetteremo di sorridere e lottare“.