donna con il mal di testa

Dei medici australiani sono stati colti alla sprovvista quando, dopo aver estratto una massa dal cervello di una paziente di 25 anni, si sono trovati davanti una cisti piena di larve.

Un mal di testa che faceva temere il peggio

Una donna australiana che soffriva spesso di emicranie si è recata in ospedale dopo aver passato una settimana intera con un mal di testa costante. Gli antidolorifici che prendeva solitamente, sotto prescrizione medica, questa volta non erano serviti a nulla e aveva cominciato a preoccuparsi.

Tra l’altro, oltre all’emicrania con “aura visuale” che era solita avere regolarmente da quando aveva 18 anni, la sua vista era spesso offuscata.

Una serie di sintomi che l’hanno preoccupata facendole pensare al peggio, motivo per il quale i medici hanno deciso di farle una risonanza magnetica. La risonanza ha mostrato una singola lesione cerebrale di possibile natura tumorale. L’unica soluzione era rimuoverla il prima possibile.

Un’operazione dall’esito imprevisto

Quando i medici hanno iniziato l’operazione al cervello della 25enne, però, sono rimasti sorpresi. La lesione, infatti, non era tale ma era una cisti e non era di tessuto umano.

Dopo aver fatto dei test, hanno scoperto che la cisti era piena di larve, come riporta la rivista di settore The American Journal of Tropical Medicine and Hygiene all’interno di un suo report.

Alla donna è stata diagnosticata quindi la neurocisticercosi, comunemente chiamata tenia, ovvero l’infezione di un parassita della carne di maiale. Si diffonde attraverso l’ingestione delle uova microscopiche del verme. Quando le uova si sono schiuse, le larve si sono mosse all’interno del corpo, raggiungendo anche il cervello. Dopo l’operazione, la donna non ha avuto bisogno di ulteriori cure.

Il caso: un parassita “straniero”

La grande domanda dei ricercatori, oggi, riguarda però come la donna abbia preso la tenia. Si dà il caso che questo parassita non si trovi in Australia, in quanto si diffonde in Paesi in cui le condizioni igieniche sono molto scarse. Il verme, infatti, richiede che i maiali siano a contatto con feci umane per potersi riprodurre.

La 25enne, però, non ha mai viaggiato all’estero, né è recentemente entrata in contatto con un parente o amico di ritorno da un altro Stato (la tenia si può muovere anche di persona in persona).

I luoghi di maggiore diffusione del parassita sono l’America latina, l’Africa e l’Asia. L’unica spiegazione ad oggi ipotizzata per il suo caso riguarderebbe il lavoro della donna. Come barista, infatti, entra in contatto quotidianamente con un grande numero di persone e un cliente potrebbe averle passato le uova di tenia se non si era lavato le mani. Nonostante ciò, questa sarebbe un’eventualità rarissima che ha fatto molto riflettere i ricercatori in merito alla diffusione della tenia nei Paesi a basso rischio.