volante dei carabinieri di sera

Dopo una notte d’interrogatorio, Elena Scaini ha confessato il movente dell’omicidio di suo marito. Ai carabinieri, la 51enne ha detto di aver accoltellato a morte, a Mantova, il compagno Stefano Giaron perché temeva che potesse ucciderla lui. Da tempo in fatti fra loro si era rotto qualcosa e la situazione diventava ogni giorno più pericolosa e asfissiante, sostiene Scaini. La donna ha poi tentato invano di suicidarsi, dopo essere fuggita nel Modenese.

Problemi economici dietro l’omicidio di Mantova

Elena Scaini è in carcere a Mantova in stato di fermo per omicidio volontario.

Avevo paura di lui: avevo paura che mi uccidesse”, così ha giustificato ai carabinieri l’omicidio di suo marito, l’operaio 51enne Stefano Giaron. Secondo il racconto della donna, riportato dal Corriere della Sera, fra i due era in corso una sorta di guerra. Sia Scaini che Giaron avevano perso il lavoro, restando disoccupati per un lungo periodo, cosa che li aveva costretti a lasciare il loro appartamento e a trasferirsi a casa della madre 79enne di lui. L’anziana, affetta da demenza senile, necessita anche di assistenza. La situazione complicata sia dagli aspetti economici che familiari ha quindi fatto naufragare il loro matrimonio.

Continue litigate, tensioni crescenti, timori sempre più sinistri che alla fine hanno portato ad un tragico epilogo.

Manca l’arma del delitto

A Ferragosto, testimoniano i vicini, era stato necessario l’intervento della Polizia per sedare uno scontro fra i due coniugi. Da qualche settimana, i rapporti sembravano però essersi più tranquillizzati, perché Giaron aveva trovato lavoro in una cooperativa. Ma non è bastato. Tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre, Scaini ha commesso l’omicidio e poi è scappata in auto.

Si è rifugiata in un bed and breakfast a Zocca (Modena), dove ha tentato di uccidersi con un cocktail di farmaci. Dopo essere stata salvata in tempo, l’omicida ha confessato al telefono alle forze dell’ordine. Al momento, tuttavia, manca all’appello l’arma del delitto. Intanto, lunedì sono previsti sia l’autopsia che l’interrogatorio di garanzia.