stilista uccisa a milano con l'ex

Pochi giorni fa si sono concluse le indagini sulla morte di Carlotta Benusiglio, la stilista trovata senza vita 4 anni fa, con l’accusa di omicidio volontario a carico di Marco Venturi, ex fidanzato della vittima. I giudici del tribunale del Riesame di Milano, però, scagionano l’uomo e ritengono che quello avvenuto la notte del 31 maggio 2016 non fu un omicidio ma un suicidio.

Per il pm l’assassino è l’ex compagno, ma per il riesame fu suicidio

Svolta nel giallo sulla morte della modella e stilista 37enne, trovata impiccata con una sciarpa ad un albero in un parco del capoluogo lombardo, la notte del 31 maggio del 2016.

Dopo 4 anni dalla morte di Carlotta, lo scorso 14 ottobre la Procura di Milano ha chiuso le indagini con l’accusa di omicidio a carico dell’ex compagno della vittima, il 44enne Marco Venturi. Stando alla ricostruzione del pm Gianfranco Gallo, Venturi avrebbe ucciso la donna “per futili motivi, con dolo d’impeto, stringendole al collo una sciarpa oppure il proprio braccio“, ha riportato il Corriere della Sera.

Il profilo del presunto assassino

La stilista, affetta dalla sindrome di Eagle, sarebbe morta poco dopo “per asfissia meccanica da strangolamento“.

L’uomo avrebbe poi simulato un’impiccagione sospendendo il corpo senza vita di Carlotta ad un albero in piazza Napoli, a Milano. Dalle indagini sono emersi ulteriori particolari che delineano il profilo del presunto assassino: Marco è accusato di ripetuti episodi di stalking e di violenza nei confronti dell’ex fidanzata, che avrebbe più volte preso a schiaffi, calci e pugni. L’omicidio sarebbe quindi l’epilogo drammatico di una relazione che, da ormai 2 anni, era divenuta molto turbolenta.

Venturi non va in carcere

Il gip ha negato l’arresto chiesto dal pm Gallo, ritenendo che la causa della morte della giovane sia stata una “asfissia prodotta da impiccamento e che sul cadavere riesumato della 37enne non erano presenti “lesioni scheletriche” dovute ad un “eventuale strangolamento, parziale o totale, con successiva sospensione del corpo“.

Spetterà al gup decidere se accogliere o meno la richiesta del pm Gallo e di conseguenza, se mandare a processo Marco Venturi con l’accusa di omicidio volontario.

L’ipotesi di suicidio non convince il pm

I familiari della vittima non credono all’ipotesi del suicidio.

E come loro, anche il pubblico ministero Gianfranco Gallo è fermamente convinto si tratti di un omicidio commesso dal 44enne, ex compagno di Carlotta. L’assassinio sarebbe avvenuto a seguito di una lite, una delle tante che dal 2014, vale a dire da 2 anni prima della terribile vicenda, sfociavano in episodi di violenza ai danni della donna.

Venturi molestava la ex

Fanpage ha pubblicato un estratto delle carte con cui la Procura, pochi giorni fa, ha chiuso le indagini preliminari: “Venturi molestava la ex con telefonate e messaggi telefonici anche in orari notturni; si recava ripetutamente sotto l’abitazione della stessa appostandosi per incontrarla e spiarne gli spostamenti, anche di notte; l’aggrediva sia verbalmente che fisicamente e la minacciava“.

Per il pm non ci sono dubbi: quello di Carlotta non è stato un suicidio, ma un omicidio, il cui colpevole è l’ex compagno, Marco Venturi.