Studenti bendati a Scafati

Studenti bendati durante la didattica a distanza per non “sbirciare” all’interrogazione: è la sintesi di un caso che si è imposto tra le cronache dell’emergenza Coronavirus e che ha scatenato la bufera su un istituto scolastico di Scafati (Salerno). Il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, chiede ulteriori approfondimenti.

Alunna bendata durante la lezione con Dad: il caso di Scafati

Il caso, riportato dal sito cronachedellacampania.it, è balzato in testa alle cronache legate alla gestione della scuola in piena emergenza Covid e ha fatto rumore.

Secondo quanto emerso, e rilanciato sui social dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli (Europa Verde), una studentessa del liceo “Renato Caccioppoli” di Scafati, in provincia di Salerno, avrebbe sostenuto l’interrogazione bendata per non carpire suggerimenti durante la lezione con didattica a distanza.

 

Una “soluzione” che sarebbe stata escogitata da un insegnante per impedire ai suoi alunni di sbirciare tra gli appunti nel corso di una lezione in videoconferenza. Sul caso si sono accesi i riflettori della cronaca nazionale.

Le parole del dirigente scolastico

L’Ansa ha raccolto il commento del dirigente scolastico sulla vicenda: “Si trattava – avrebbe dichiarato all’agenzia – di un esempio per dimostrare ai ragazzi che non hanno bisogno di sbirciare“.

L’episodio in questione avrebbe coinvolto due alunne, e sulla pagina Facebook della scuola, alla domanda di un cittadino sull’accaduto, è arrivata la seguente risposta da parte del Liceo: “Le parole del Dirigente Scolastico: in merito al dibattito suscitato da questo episodio mi pare giusto aggiungere qualche considerazione. Io stesso sono stato turbato dalla fotografia diffusa dai mezzi di stampa e, come mio dovere, sto approfondendo la questione sentendo tutte le parti interessate.

Quanto avvenuto è sicuramente sconveniente, ma la testimonianza spontanea e accorata delle studentesse coinvolte disegna un quadro molto diverso da quello presentato da giornalisti e opinionisti. Non intendo sottovalutare l’indignazione generale ma come uomo di scuola ho il dovere di basarmi sui fatti e di ascoltare la voce dei ragazzi, il cui diritto di parola è troppo spesso ignorato“.

Il consigliere regionale Borrelli chiede accertamenti

Nel frattempo, il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli ha reso noto di aver presentato un’interrogazione all’assessore regionale per la Pubblica Istruzione, Lucia Fortini, dopo le segnalazioni che avrebbe ricevuto da alcuni genitori degli allievi.

Bendare gli studenti è sicuramente un metodo non ortodosso, per questo abbiamo scritto alla scuola per chiedere spiegazioni e capire come sia potuto accadere. Ci saranno sicuramente altri metodi per evitare che i ragazzi, durante un’interrogazione, sbricino dal libro. Abbiamo inoltre presentato un’interrogazione all’assessore regionale per la Pubblica Istruzione, Lucia Fortini, per capire come sia potuto avvenire ciò e per chiedere di verificare se questo accade anche in altri istituti“.

Post di Francesco Emilio Borrelli
Post di Francesco Emilio Borrelli – Fonte: Facebook/Francesco Emilio Borrelli

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