auto dei carabinieri

Botte, torture, ferite con il coltello, sangue e paura: sono i terribili ingredienti di una vicenda che riguarda una coppia, brutalmente aggredita a Correggio nella notte tra il 2 e 3 novembre scorsi. Vittime un 43enne e una 37enne, picchiati, sfregiati e seviziati da un gruppo di persone che si sarebbe anche macchiato di violenza sessuale ai danni della donna. Uno stupro consumato in un appartamento vicino al luogo in cui tutto sarebbe iniziato. Ad agire, secondo gli inquirenti, un gruppo di 5 persone, identificate e finite in manette grazie al lavoro dei carabinieri.

Tra gli arresti, secondo quanto emerso, anche una donna.

Orrore a Correggio: coppia aggredita e seviziata

Sarebbe stata un’aggressione talmente feroce da evocare contorni da “Arancia meccanica”, quella subita da una coppia di fidanzati a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, nella notte tra il 2 e 3 novembre scorsi.

Una violenza spaventosa dietro cui, secondo gli inquirenti, si celerebbe la regia di 5 persone – tutti giovani marocchini connazionali delle vittime – ora arrestati con accuse che vanno dal sequestro di persona alla violenza sessuale e privata, alle lesioni personali aggravate.

Tra gli indagati finiti in manette, riporta Il Resto del Carlino, anche una 25enne.

Mentre si trovava in auto, la coppia sarebbe stata fermata da due scooter e sarebbe scattata la brutale serie di violenze: calci, pugni, ferite provocate con coltelli e sevizie sulle vittime poi lo stupro ai danni della donna, secondo la ricostruzione consumato in una casa vicina alla prima scena dell’aggressione (tra le campagne di Novellara e Correggio). Sul caso indagano i carabinieri. Il movente sarebbe ancora ignoto, ma gli inquirenti ritengono che vittime e aggressori si conoscessero.

Gli inquirenti: “Violenza brutale

Ai microfoni della Gazzetta di Reggio, gli inquirenti hanno sottolineato la brutalità della violenza. Le ricerche della donna sarebbero iniziate dopo la segnalazione dell’aggressione ai danni della coppia da parte di 4 persone. La chiamata alla centrale operativa dei carabinieri ha fatto scattare l’intervento dei militari.

Gli aggressori avrebbero procurato diverse ferite alle vittime con dei coltelli, colpendo entrambi anche al volto. L’uomo sarebbe stato lasciato a terra, la donna trascinata e costretta a salire su uno degli scooter usati dal branco.

Una pattuglia di Correggio, in transito in via Canolo, avrebbe sentito le urla della 37enne e questo avrebbe fatto scattare un controllo nell’appartamento, all’esito del quale la vittima sarebbe stata poi trovata e salvata. All’interno, i carabinieri avrebbero scoperto la presenza di una donna, parte del gruppo di persone ora indagate per le violenze.

Quest’ultima, secondo quanto ricostruito, avrebbe partecipato alla seconda fase dell’aggressione, dal momento in cui la vittima sarebbe stata condotta nell’abitazione.

Le parole del sindaco di Correggio

Ferma condanna nelle parole del sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, che in una nota ha commentato così l’accaduto: “Non c’è posto, nelle nostre comunità, per persone di questo genere.

Prima di tutto desidero ringraziare i Carabinieri di Correggio e Novellara che, insieme ai loro colleghi di Reggio Emilia e Guastalla, in pochissimo tempo sono riusciti a far luce sulla vicenda e a individuare e fermare immediatamente i responsabili”.

Le persone arrestate, secondo quanto riferito da Malavasi, non sarebbero residenti a Correggio: “Già in passato si erano rese responsabili di disordini, devono sapere che la nostra città, il nostro territorio, si è sempre distinto per una tradizione di legalità, accoglienza e difesa dei diritti e non può tollerare in alcun modo episodi di questo genere.

Nel venire a conoscenza di questo atto di violenza, sono rimasta molto colpita dalle modalità e dal susseguirsi dei fatti. Mi auguro, dunque, che al lavoro delle forze dell’ordine faccia ora seguito quello della magistratura, in modo da ribadire, ancora una volta, che qui non ci sono spazi, né possibilità, nonché alcuna disponibilità all’accoglienza per chi si rende responsabile di atti del genere“.