Panchina vuota in un parco

Morire a 7 anni: un destino beffardo e crudele, che nessun bambino dovrebbe incontrare. Men che meno nella maniera più atroce, cioè un omicidio violento. Così se n’è andata invece la piccola Emily Jones, strappata ai suoi genitori con una coltellata fatale al collo da parte di una sconosciuta. Un giorno qualunque di primavera che si è trasformato in orribile tragedia. Aveva la stessa età della piccola Rose, ammazzata in Canada lo scorso maggio.

L’omicidio di Emily Jones

Lo scorso 22 marzo Emily Jones trascorreva una piacevole giornata al Queen’s Park di Bolton, poco fuori Manchester, con i genitori Sarah e Mark.

Festeggiavano la Festa della Mamma, che per alcuni Paesi anglosassoni quest’anno cadeva proprio quella domenica. Ma la gioia e la serenità sono state spazzate via in un lampo da una mano assassina. Verso l’ora di pranzo, Emily è passata vicina ad una panchina con il suo monopattino. Sulla panchina sedeva una 30enne, Eltiona Skana, che all’improvviso ha aggredito la piccola.  Ha tirato fuori un coltello e colpito la bambina al collo.

L’assassina si è dichiarata colpevole

La corsa in ospedale, al Salford Royal Hospital, non è servita.

I mediti hanno tentato di tutto, ma per Emily Jones non c’è stato niente da fare. All’incirca un’ora dopo l’attacco privo di senso, i medici hanno dichiarato il decesso della bambina. La polizia britannica nel mentre ha arrestato l’assassina Eltiona Skana, di origine albanese ma residente in Inghilterra. Da allora, la donna si trova in una struttura di massima sicurezza per persone con problemi mentali. Ieri, si è infine svolta l’udienza preliminare del processo alla Corte di Manchester, durante la quale Skana si è dichiarata colpevole di omicidio colposo.

La prossima seduta è prevista per il 23 novembre. Intanto, precisa il The Sun, il padre Mark Jones, manager, e la moglie Sarah Barnes, avvocato, piangono la loro bambina, “la nostra luce, la nostra unica figlia”.