Ballerina Marta Gonzalez Alzheimer

“Una ballerina sarà sempre una ballerina”: così ha scritto l’associazione Música para Despertar sotto il video in cui un’ex ballerina con l’Alzheimer ricorda la coreografia del “Lago dei Cigni”.

La danza di Marta C. Gonzalez

All’inizio del video si vede quella che appare solo come un’anziana signora su una sedia a rotelle. Un uomo le porge delle cuffie e lei comincia ad ascoltare la musica del “Lago dei Cigni” di Čajkovskij, e all’improvviso sembra quasi cominciare una magia. La donna comincia a muoversi, prima insicura, poi con più decisione. Ricorda il balletto a memoria: lei stessa, prima ballerina del New York City Ballet, aveva incantato il pubblico ballandolo moltissimi anni prima.

Quella ripresa dal video dell’associazione Musica para Despertar non è altro che Marta C. Gonzalez. Ormai malata di Alzheimer, Gonzalez ha vissuto gli ultimi mesi di vita in una casa di riposo a Valencia, dove è poi morta nel 2019.

In suo ricordo l’associazione ha pubblicato il video, che era stato girato nel 2019. “Ci hai fatti emozionare ballando così bene”, le spiega un ragazzo nel video, al che Gonzalez risponde sorridendo che bisognerebbe stare sulle punte per danzare su quella musica.

Guarda il video:

Il lavoro di Música para Despertar per le persone affette da Alzheimer

Il progetto senza scopo di lucro Música para Despertar vuole sensibilizzare la popolazione all’importanza dell’uso della musica nella terapia delle persone affette da Alzheimer e demenza. Come scritto sul sito dell’associazione, pare che “tra le ultime aree a scomparire nel cervello danneggiato dall’Alzheimer ci siano quelle che si occupano della memoria musicale e della capacità di provare emozioni”.

Per questa ragione, quando una persona affetta da Alzheimer ascolta della musica (come nel caso di Marta Gonzalez), è come se si “risvegliasse”.

“Gli effetti fanno ‘svegliare’ la persona momentaneamente”, scrive ancora l’associazione, “e sembra che per alcuni istanti ritornino il movimento coordinato, le emozioni intense, un linguaggio più coerente, i ricordi di una vita e, soprattutto, la sensazione di autonomia”.

(Immagine in alto tratta da Facebook/Musica para Despartar)

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