Raffaella Carrà in primo piano

L’icona della musica italiana Raffaella Carrà ha ricevuto un elogio internazionale dal titolo altisonante. Il britannico The Guardian, infatti, ha messo sugli scudi la Carrà, sottolineando il suo fondamentale contributo a plasmare la cultura pop europea e alcuni modi di vivere che hanno attraversato intere generazioni, soprattutto dal punto di vista sessuale.

Il musical spagnolo che omaggia la Carrà

L’elogio del The Guardian non arriva dal nulla: in questi giorni è stata presentata in alcuni festival una commedia musicale spagnola diretta dall’uruguaiano Nacho Alvarez, Explota Explota. In questa, le canzoni di Raffaella Carrà compongono non solo la colonna sonora, ma in qualche modo il tessuto narrativo stesso dell’opera.

Oltre ai suoi indimenticabili pezzi, la protagonista Maria ha anche molti punti in comune con la Carrà.

Da qui, parte l’analisi del quotidiano, che definisce Raffaella Carrà “l’icona sexy del pop che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso“. Un titolo decisamente altisonante per omaggiare la 77enne cantante italiana.

Raffaella Carrà, icona sexy per l’Europa

Se la Svezia ha gli Abba, l’Italia ha la Carrà“, prosegue il quotidiano britannico, che tesse un vero elogio alla nostra.

Di lei, viene sottolineato l’impatto culturale nel mondo spagnolo del XX secolo, così come che alcuni suoi testi sono diventati un “inno al sesso e alla sessualità“, come Tanti Auguri e la sua celebre frase “Come è bello far l’amore da Trieste in giù”. Immancabilmente vengono citati alcuni dei suoi pezzi più celebri, tutti collegati al tema: e allora A far l’amore comincia tu diventa “un invito affinché le donne facciano capire agli uomini cosa vogliono a letto“.

Il Guardian sottolinea che la Carrà non era la miglior cantante in senso assoluto.

Mina, Patty Pravo, Milva, tutte altre ottime interpreti, ma “la Carrà le ha superate tutte“.

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La carriera della Carrà e il suo impatto

Che Raffaella Carrà abbia segnato la storia della musica, consegnando brani che qualsiasi generazione può cantare a memoria, è risaputo. Il Guardian sottolinea però il suo impatto culturale e sociale, ricordando la censura del Tuca Tuca e lo scandalo dell’ombelico, il primo ad essere mostrato su una tv di Stato ballando sulle note di Ma che Musica Maestro.

Viene citato inoltre il caso di Luca, uno dei primi brani della musica pop a parlare chiaramente di omosessualità. Tutti aspetti che uniti a “sex appeal e all’accessibilità” hanno elevato la Carrà a icona sexy e spartiacque culturale. “Ha insegnato alle donne che avere desideri a letto non era scandaloso, che era ok innamorarsi di un uomo gay, e che non tutte le relazioni sono proprio salutari“, scrive il The Guardian.

Molte dei suoi inni per una sessualità positiva sono un prodotto della televisione italiana anni ’70conclude l’articoloMa non sono reliquie del passato: gli italiani conoscono ancora i brani a memoria e li cantano ad ogni occasione“.

Agli occhi di oggi, forse la straordinarietà dei testi della Carrà non colpisce molto, ma hanno segnato un epoca e, come si è visto, il suo impatto viene discusso ancora ora. In questo caso, anche da Trieste in su.

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