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È morto in carcere per Covid-19 Peter Sutcliffe, celebre assassino inglese, denominato lo “Squartatore dello Yorkshire” per l’efferatezza dei suoi crimini, tra cui l’uccisione di 13 donne. Sutcliffe stava scontando il suo ergastolo quando si è ammalato e non ha voluto sottoporsi a nessuna cura. La morte dell’uomo ha scatenato molte reazioni e commenti, la maggior parte positivi.

Lo Squartatore dello Yorkshire

Peter Sutcliffe classe 1964 ricorda un altro celebre assassino inglese, “Jack lo squartatore“, ( “Jack the Ripper”) che all’inizio del 800 uccise almeno 500 donne. Sutcliffe infatti è stato soprannominato “The Yorkshire Ripper” proprio perché anche lui ha ucciso molte donne in modo brutale.

Il serial killer britannico fin da giovane ha sempre avuto un’ossessione per il sesso a pagamento, in particolare per le prostitute: proprio loro saranno spesso coloro che diventeranno le sue vittime predilette.

Sutcliffe è stato condannato all‘ergastolo per l’uccisione di 13 donne.

La morte per il Covid

Sutcliffe è entrato in carcere nel 1981 dopo essere stato condannato a 20 ergastoli per i numerosi crimini commessi. Quattro perizie psichiatriche decretarono che Sutcliffe era affetto da schizofrenia paranoide e per questo ha scontato gran parte della sua pena nell’ospedale psichiatrico di Broadmood.

Nel 2016 un tribunale dispose il passaggio al carcere, in quanto emerse che Sutcliffe non necessitava più di cure psicologiche. Nel 2016 venne dunque trasferito nella prigione di Frankland, dove lo scorso 13 novembre è deceduto. Il serial killer britannico, che soffriva già di diverse patologie, dopo aver contratto il Covid era stato spostato inizialmente in una clinica ospedaliera ma ha rifiutato le cure.

Il serial killer delle donne

Sutcliffe tra gli anni settanta e ottanta, oltre ad ammazzare brutalmente 13 donne, ha cercato di ucciderne altre 7.

La prima aggressione avvenne nel 1969 ad una prostituta a Bradford, uccisa con un sasso in una calza. Da qui in poi il serial killer non fermò, anzi intensificò la sua attività omicida. Arrivò addirittura ad aggredire non solo donne sposate con figli ma anche la 14enne Tracy Browne, che fortunatamente riuscì a salvarsi. Il 2 gennaio 1981 la polizia arrestò il serial killer che successivamente venne sottoposto ad un interrogatorio. Peter Sutcliffe alla fine confessò e venne così condannato al carcere a vita.

Le reazioni alla morte del serial killer britannico

La notizia della sua morte ha riportato a galla dolore e ricordi in alcuni figli delle vittime tra cui Richard McCann, figlio di Wilma McCann una delle prime donne uccise da Sutcliffe. Il ragazzo ha rilasciato un’intervista a Sky News: “Ha rovinato così tante vite (…) L’attenzione che ha avuto nel corso degli anni, le continue notizie, c’è una forma di conclusione in tutto questo”.

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