Colletto di un prete

In Francia, tra settembre 2018 e settembre 2020, sono state 320 le persone che hanno denunciato abusi sessuali subìti in ambienti religiosi. Sono le cifre del terzo Rapporto sulla lotta alla pedofilia nella Chiesa, pubblicato negli scorsi giorni dalla Conferenza episcopale francese. L’analisi, che mostra un sostanziale aumento delle denunce rispetto al passato, si sofferma sulle azioni intraprese negli ultimi anni per arginare questo problema.

Un maggiore numero di denunce

I precedenti due rapporti erano datati dicembre 2016 e ottobre 2018. Nel primo caso era stato preso in esame un periodo di ben sei anni, a partire da gennaio 2010, nel quale le denunce erano state 222.

Nel secondo rapporto le cifre erano relativamente più basse, 211 denunce, a fronte però di un periodo di riferimento di soli 22 mesi. Come si può vedere, dall’ottobre 2018 si è quindi verificato un aumento decisamente importante dei casi, balzati a 320 in un periodo di 24 mesi.

Come viene sottolineato nel rapporto, sarebbe comunque sbagliato spiegare tali cifre con un aumento assoluto degli abusi perpetrati in ambienti religiosi. Una simile crescita delle denunce, infatti, è dovuta anche al maggior numero di persone che si sono fatte coraggio e che hanno deciso di parlare delle proprie esperienze passate.

Tutto ciò, secondo i vescovi francesi, è il riflesso delle recenti iniziative messe in atto dalla Chiesa, che da un lato stanno incentivando le vittime a denunciare gli abusi e dall’altro stanno portando alla luce i comportamenti quantomeno deprecabili di alcuni componenti del clero.

I religiosi coinvolti

Per quanto riguarda le misure prese dai vescovi d’oltralpe, il rapporto parla di 57 tra preti, religiosi e diaconi sospesi temporaneamente nel periodo che va da settembre 2018 a settembre 2020, in attesa di una decisione definitiva.

A questi si aggiungono altri 13 religiosi condannati a pene canoniche, in relazione a reati di grave entità. La creazione della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa e l’istituzione di organismi di ascolto all’interno delle diocesi potrebbero portare altre persone a denunciare, contribuendo così a capire meglio la portata del problema nel corso degli ultimi decenni: “Se la strada per realizzare una Chiesa che sia una casa sicura per tutti è ancora lunga – si legge nell’analisi – questo nuovo rapporto sottolinea la ferma determinazione dei vescovi ad andare oltre e a mettere in opera tutte le misure per affrontare questa sfida così urgente e necessaria”.

Approfondisci

Pedofilia: prosciolto il cardinale Pell, torna in libertà

“La pedofilia non uccide nessuno, ma l’aborto sì”: le parole choc di Don Bucci

Pedofilia, 1000 abusi denunciati al Vaticano nel 2019: “Siamo sopraffatti”