coltello sporco di sangue per terra

Un ragazzo di 24 anni ha ucciso la sua intera famiglia per paura di rivelare a loro la verità circa il suo percorso di studi. Mentre i parenti si aspettavano di partecipare alla sua festa di laurea infatti il giovane architettava l’omicidio pur di non svelare di aver interrotto, senza dire niente a nessuno, il suo percorso di studi diversi anni prima.

Un massacro per coprire una bugia

Menhaz Zaman, questo il nome del 24enne, si sarebbe dovuto laureare il 28 luglio 2019. Da anni diceva alla sua famiglia di studiare all’università di York, in Canada.

Zaman, però, aveva lasciato la facoltà di ingegneria elettronica nel 2015 perché i suoi voti erano troppo bassi. Per convincere la famiglia sul suo percorso da frequentante dell’università, il ragazzo spendeva le sue giornate lontano da casa, al centro commerciale o in palestra.

Le dinamiche del quadruplo omicidio

Secondo quanto dichiarato dallo stesso imputato, l’idea dell’omicidio balenava nella sua testa già da 3 anni. Quando si è trovato alle strette però, dovendo in teoria laurearsi, Zaman ha portato a termine quella che fino ad allora era stata una fantasia omicida.

Così, il 27 luglio 2019, il giorno prima della laurea, Menhaz ha aspettato la sua famiglia a casa. Per prima ha ucciso la madre, una donna di 50 anni e dopo un’ora la nonna di 70. Dopodiché, trovandosi solo a casa, ha aspettato il ritorno del resto dei suoi familiari. Nel frattempo ha giocato ai videogiochi. La sera, intorno alle 23 è rincasata la sorella, 21enne, e un’ora dopo il padre 59enne.

Smascherato dai compagni di videogiochi

Come confermato dalle indagini, il 24enne li avrebbe uccisi tutti colpendoli dapprima alla testa con un piede di porco e tagliandogli poi la gola.

Collegato con i suoi compagni di gioco attraverso una piattaforma di videogiochi online, ha raccontato tutti i dettagli di ciò che ha fatto via chat. Sono stati proprio i ragazzi a cui scriveva che hanno allertato la polizia. Quando le autorità sono arrivate a casa di Zaman, l’hanno immediatamente arrestato.

L’amica della sorella: “Ho paura di Menhaz”

Durante l’ultima udienza, un’amica della sorella, ho voluto pronunciarsi in merito alla morte dell’amica. Così la ragazza ha raccontato di conoscere la sorella di Menhaz da quando erano piccole e di essere rimasta profondamente scossa da quanto successo.

“Non avrei mai pensato di dover scrivere una dichiarazione dei danni subiti per l’omicidio della mia migliore amica – ha raccontato la ragazza al Toronto news – Pensavo che l’unico momento in cui avrei scritto un discorso per lei sarebbe stato nel giorno del suo matrimonio.

E sempre la ragazzza ha affermato di avere sviluppato un disturbo d’ansia dopo la perdita della sua amica e di non potersi permettere di iniziare una terapia psicologica. Ho paura di vedere Menhaz. Ho paura di ciò che potrebbe fare se fosse un uomo libero – ha spiegato nel corso dell’udienza virtualeHo avuto diversi attacchi di panico in pubblico da quando ha commesso l’omicidio per paura di vedere lui o qualcuno che gli somiglia.

Temo che questo dolore e quest’ansia non mi lasceranno mai”.

Il caso e la dichiarazione di colpevolezza di Menhaz Zaman

Nel corso dell’udienza, che si è svolta virtualmente, la Corona ha chiesto al giudice di non dare la possibilità di libertà condizionale a Zaman per 40 anni. Il ragazzo è accusato di triplice omicidio di primo grado e omicidio di secondo grado.

Il procuratore ha dichiarato: “Questi sono stati omicidi orribili, mostruosi, brutali. Sono avvenuti nella casa della famiglia dove tutte e 4 le vittime convivevano con Zaman”.

Lo stesso Zaman si è dichiarato colpevole degli omicidi ed ha chiesto alla sua avvocatessa di approvare la richiesta della Corona ai giudici. “Zaman è un uomo di 24 anni che prima di oggi non ha mai avuto problemi con la giustizia – ha aggiunto il suo legaleLa sua dichiarazione di colpevolezza è una vera dimostrazione di rimorso.

Le scuse pubbliche dell’autore degli omicidi

Menhaz Zaman ha inoltre voluto parlare all’interno dell’aula virtuale per scusarsi del suo gesto: Vorrei semplicemente chiedere scusa a chiunque abbia subito un impatto negativo dalle mie azioni.

In particolare, le persone che conoscevano la mia famiglia, amici e cari che non pensavano che avrei mai potuto fare tutto questo”. Il giudice Michelle Fuerst, che si occupa del caso, ha affermato di avere bisogno di ulteriore tempo per scrivere le ragioni della sua sentenza dopo aver sentito le dichiarazioni da entrambe le parti.

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