Giulio Regeni

Sono passati cinque anni dal brutale omicidio di Giulio Regeni, lo studente italiano, all’epoca dei fatti 28enne, scomparso e poi ritrovato morto al Cairo. La morte di Giulio Regeni è al centro di un durissimo braccio di ferro tra il governo italiano e il governo egiziano. Ora l’Italia, con una doppia mossa, mettendo ha messo in scacco l’Egitto di Al-Sisi, annunciando di essere pronta ad andare a processo.

Caso Regeni: ci sarà un processo

L’annuncio è arrivato come un fulmine a ciel sereno, i pm di Roma si sono detti pronti a portare alla sbarra gli agenti egiziani ritenuti i veri responsabili delle atroci torture e della morte di Giulio Regeni.

Il ricercatore italiano era scomparso il 25 gennaio 2016 dopo aver sentito la fidanzata e averle detto di essere diretto ad una festa alla quale non arrivò mai. Il corpo del 28enne è stato infatti ritrovato pochi giorni dopo, il 3 febbraio nel tratto desertico poco fuori Il Cairo, buttato in un fosso lungo la strada che collega Il Cairo e Alessandria.

Dopo anni di indagini e accuse di depistaggio al governo egiziano, ora c’è una data ed è il 4 dicembre, giorno in cui sarà notificata la chiusura delle indagini su cinque agenti dei servizi segreti egiziani, già iscritti da due anni nel registro degli indagati; per loro l’accusa è quella di omicidio.

Una notizia attesa dalla famiglia Regeni che da anni chiede giustizia per Giulio.

Nessun intralcio al processo

I pm di Roma hanno fatto sapere che non c’è l’intenzione di retrocedere in merito a questa linea e, anzi, il processo si terrà a prescindere dal fatto che Il Cairo ne riconoscerà o meno la legittimità.

I magistrati che si stanno occupando del caso sono convinti, le prove raccolte in questi lunghi anni di indagini non lasciano dubbi al pieno coinvolgimento dell’agenzia di sicurezza egiziana.

Conte telefona ad Al-Sisi

Nella giornata di venerdì, il Presidente del Consiglio Conte ha telefonato all’omologo egiziano Al-Sisi. Il Presidente egiziano, come si legge in una nota ufficiale pubblicata sul profilo Facebook del suo addetto stampa: Ha elogiato le ottime relazioni tra i due Paesi nei vari campi, politico, militare ed economico, così come la cooperazione per affrontare molte sfide nella regione del Mediterraneo orientale, in particolare la lotta all’ideologia estremista ed il terrorismo”.

Ribadendo anche: L’importanza che l’Egitto attribuisce allo sviluppo della cooperazione tra Egitto e Italia in diversi ambiti, ed al coordinamento e consultazione in merito a varie questioni regionali”.

Secondo quanto riferito da fonti interne, Conte ha poi preso la parola in merito al caso Regeni, affermando che l’Italia ormai sa ed è intenzionata ad andare avanti per portare i fatti alla luce. Al Sisi da parte sua, non sembra aver dato impressioni negativi e pare, come molti suppongono, non escludere un suo cambio di passo nel cedere su questo fronte consegnando gli agenti indiziati per l’omicidio.

Dietro il cambio di rotta ci sarebbe la preoccupazione legata all’andamento delle dinamiche politiche internazionali, come ad esempio il risultato delle elezioni statunitensi e la vittoria del democratico Joe Biden.

Collaborazione dell’Egitto

Dopo l’annuncio della telefonata di Conte al Presidente egiziano Al-Sisi, il suo portavoce, l’ambasciatore Bassam Radi, ha reso noto che il Presidente ha espresso la volontà di massima collaborazione con l’Italia. L’Egitto e l’Italia hanno l’obiettivo comune di trovare la verità.

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