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Strage evitata per un soffio in provincia di Sondrio, dove una madre 46enne avrebbe tentato il suicidio con i figli piccoli prima di essere salvata proprio dai bimbi. Il fatto risalirebbe allo scorso 31 ottobre, ma solo ora si apprende la notizia in seguito all’arresto della donna di poche ore fa.

Tenta di suicidarsi in casa con i figli piccoli, loro sventano il piano

Il 31 ottobre scorso, in un appartamento di Ardenno, in provincia di Sondrio, sarebbe bastato un soffio per innescare una strage. La vicenda, riportata dall’Ansa, riguarda il gesto di una donna di 46 anni che, mentre i suoi due bimbi dormivano, avrebbe tagliato il tubo del gas con l’intento di suicidarsi insieme a loro.

I piccoli, di 7 e 8 anni, si sarebbero accorti dello strano odore in casa e avrebbero chiesto immediatamente aiuto ad alcuni vicini, dopo aver trovato la madre priva di conoscenza.

Questi ultimi, spinti dalla disperata richiesta dei minori, sarebbero intervenuti subito staccando la corrente e chiudendo il gas, scongiurando così il dramma. Poche ore fa, la notizia dell’arresto della donna, su cui ora graverebbero pesantissime accuse.

Tentato omicidio aggravato e strage: le accuse a carico della donna

I Carabinieri, intervenuti quel giorno nell’abitazione su richiesta del 118, poche ore fa avrebbero eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico della 46enne, che risulterebbe indagata per tentato omicidio aggravato e strage.

Nell’immediatezza dei fatti, i bambini sarebbero stati trasferiti prima in ospedale e poi affidati alle cure di una struttura protetta, la madre ricoverata.

Tgcom24 riporta le parole del sindaco di Ardenno, Laura Bonat, che ha parlato così dell’accaduto: “È una storia molto dolorosa.

Si sarà sicuramente trattato di un forte momento di scoramento che ha avuto il sopravvento sulla donna, per spingerla al punto di voler toglier la vita, oltre che a se stessa anche ai due bambini. Prima, come Comune, non abbiamo avuto segnalazioni di una situazione tanto grave. Speriamo sia possibile ora aiutare lei e anche i bimbi, visto che non è stato possibile farlo prima“.