Daniela Rosati ospite a Domenica Live

Giornalista e conduttrice televisiva, volto storico della tv degli anni ’90, Daniela Rosati aveva fatto scalpore quando aveva annunciato di voler lasciare tutto e dedicarsi alla spiritualità. Nel 2005, infatti, era entrata in contatto con le suore Brigidine, decidendo di trasferirsi in Svezia presso il convento di Santa Brigida dove da allora vive da suora laica dedicandosi alla preghiera, alla scrittura e opere di bene.

Ospite del salotto pomeridiano della domenica di Barbara d’Urso, Daniela Rosati ha raccontato uno dei momenti più brutti della sua vita, quando a soli 22 anni ha perso il suo primo bambino per colpa delle violenze del compagno.

Daniela Rosati vittima di violenze

Daniela Rosati aveva 22 anni e aveva una storia con uomo che aveva già di suo dei figli. Un uomo violento, a detta di Daniela Rosati, a causa dell’alcool. L’ex giornalista non ha voluto rivelare la sua identità, per lo stesso motivo per il quale ai tempi aveva deciso di non denunciare.

Non ho voluto denunciare perché c’erano dei figli, non miei ma suoi, e volevo proteggerli” ha spiegato, aggiungendo che ad ora, a distanza di anni, grazie al suo lungo percorso, ha scelto di perdonarlo per il male subito: “Perché se non l’avessi perdonato sarei morta”.

Parole che hanno lasciata interdetta la conduttrice, Barbara d’Urso ha infatti ripreso la sua ospite chiedendole di spiegare, perché perdonare chi fa del male per poi tornare nello stesso luogo di dolore non è la cosa giusta: “Bisogna andarsene” ha precisato. Daniela Rosati ha spiegato che è importante denunciare, fondamentale, e anche allontanarsi da relazioni tossiche, ma che nel suo caso il perdono è stata la via d’uscita dal dolore, tant’è che nel corso degli anni ha stretto un legame fortissimo con uno dei figli di quell’uomo e che la figlia di lui la chiama nonna.

Il bambino perso a 22 anni

Nel corso della sua vita Daniela Rosati si è trovata più volte nella terribile situazione di perdere il proprio bambino La prima volta è accaduto quando lei aveva appunto 22 anni per mano della persona che amava. Era una normalissima giornata domenicale, lei, l’allora compagno e i suoi figli erano ospiti in una località balneare dove gli era stata proposta una gita in barca.

Daniela Rosati aveva chiesto se fosse possibile non andare per via delle sue condizioni e a quel punto è accaduto qualcosa di impensabile.

È come se fosse impazzito. Mi ha spinto per terra e mi ha dato un calcio che mi ha preso sulla pancia, io sono svenuta e quando mi sono risvegliata ero in un lago di sangue”, aggiungendo: “Lui mi ha dato un calcio e se ne è andato”. Quando si è svegliata, nella sua testa è scattato qualcosa che le ha fatto pensare a tutto tranne a quello che era successo.

Vedendo il sangue ha deciso di farlo sparire per la vergogna di far trovare la casa in quelle condizioni: “Ho pulito tutto e poi non mi ricordo più niente” ha raccontato, perché nella sua mente in quel momento è scattato un meccanismo. “Lui non mi ha mai chiesto scusa”.

Altri episodi violenti

Il racconto di Daniela Rosati non si è fermato solo a quell’episodio. Nel corso della sua relazione con quell’uomo ce ne sono stati altri, una volta, ad esempio, si è trovata in ospedale a farsi mettere 12 punti di sutura al labbro completamente spaccato a causa di un calcio ricevuto con uno stivale texano.

Mi ha dato un calcio in faccia e si è messo a piangere lui, il labbro era talmente aperto che si vedevano i denti. (…). Gli ho detto, invece di piangere portami in ospedale. (…) Mentre uno mi cuciva (fra i dolori più allucinanti) l’altro mi chedva se volessi denunciare. Ma io non l’ho fatto per i figli perché non volevo che sapessero chi fosse il padre”.

La terza volta mi ha rotto un dito, è successo in un bar. Quando mi sono alzata per andare in bagno lui mi ha seguita e mi ha riempita di pugni alla pancia e alla schiena.

Sono andata via e non sono mai più tornata. Avevo capito che aveva un problema e non avrei potuto sopportare altri episodi di violenza, nessuna donna merita questo. (…) Chi vi ama vi protegge, non vi picchia e non vi insulta“.

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