auto dei carabinieri

Donato Bilancia, più conosciuto come il Killer dei treni o Killer delle prostitute, è morto. L’omicida aveva terrorizzato Piemonte e Liguria tra il 1997 e il 1998.

Morto il Killer dei treni

Donato Bilancia si è spento all’età di 69 anni, mentre stava scontando la sua pena nel carcere Due Palazzi di Padova, a causa del Covid-19. Bilancia era stato condannato a 13 ergastoli per 17 omicidi e a 16 anni per tentato omicidio.

Chi era Donato Bilancia

Donato Bilancia era nato a Potenza il 10 luglio 1951 ed era stato identificato come il colpevole di diversi omicidi avvenuti tra il 1997 e il 1998.

Tra le sue vittime c’erano soprattutto prostitute con le quali intratteneva rapporti: Stella Truya, Ljiudmyla Zubskova, Tessy Abodo e ferì gravemente anche Lorena, prostituta transessuale che era riuscita a sopravvivergli e a farne il primo identikit. Questi omicidi gli valsero il soprannome di Killer delle prostitute, ma questo non era stato l’unico ad essergli affibbiato.

Bilancia infatti era noto anche come Killer dei treni e Mostro della Liguria, per gli omicidi di: Elisabetta Zoppetti, Kristina Valla (anche lei prostituta) e Maria Angela Rubino.

Tutte uccise sui treni come l’Intercity La Spezia-Venezia e Genova-Ventimiglia. L’ultimo delitto del killer avvenne il 20 aprile del ’98 nell’area di servizio Conioli Sud, autostrada Genova-Ventimiglia. La vittima fu il benzinaio Giuseppe Mileto.

L’attività criminale di Bilancia era iniziata prima, con gli omicidi di Giorgio Centenaro, Mauro Parenti, Carla Scotto, Bruno Solari e Maria Luigia pitto, Luciano Marro, Giangiorno Canu, Enzo Gorni.

Incastrato da un mozzicone di sigaretta

Le forze dell’ordine sono state sulle tracce di Bilancia grazie ad un mozzicone trovato vicino al corpo di Tessy Abodo grazie al quale si trovò riscontro con il dna rinvenuto sul corpo di Maria Angela Rubino, e la sua auto.

Bilancia aveva venduto la sua auto ad un amico, questi, recatosi in procura per denunciare la mancata formalizzazione dei passaggio di proprietà e contestare delle multe su mancati pagamenti di pedaggio, spinse i carabinieri sulle tracce dell’uomo.

Il suo profilo infatti combaciava perfettamente con quello dell’uomo che la prostituta Lorena accusava averla aggredita. L’arresto avvenne il 6 maggio 1998, Bilancia si trovava presso l’ospedale San Martino di Genova, pochi giorni dopo confessò gli omicidi senza mai mostrare segni di rimorso.

Bilancia è stato condannato in primo grado nel 2000 dal Tribunale di Genova, in Appello e in Cassazione.

I processi di Donato Bilancia

Il killer dei treni non si è mai presentato a processo, dichiarando di voler preservare la sua privacy. Ascoltò le udienze dalla tv, mentre in aula le sue confessioni furono ascoltate su registrazioni.

Bilancia è stato condannato in primo grado nel 2000 dal Tribunale di Genova, in Appello e in Cassazione.

Una gioventù difficile

Donato Bilancia si era affacciato a comportamenti criminali già all’età di 15 anni, quando ha iniziato a rubare.

Nel 1974 il primo arresto per furto, in flagranza di reato e, nel 1976 un secondo arresto per rapina: riuscì ad evadere.

Due traumi hanno poi segnato la vita del killer dei treni, il più grande, che l’ha segnato enormemente è il suicidio del fratello avvenuto nel 1987. Michele, così si chiamava, si gettò sotto un treno con in braccio il figlio di quattro anni, davanti ai suoi occhi. Secondo le perizie, quel trauma ampliò i disturbi mentali dei quali era affetto. Bilancia aveva avuto anche due esperienze di coma, una nel ’90 e una nel ’72.