Cronaca

Torino, paga per spezzare le mani al figlio gay: la replica del padre

Nega tutto l'uomo che ha patteggiato 2 anni di carcere per aver pagato un uomo affinché spezzasse le mani al figlio, chirurgo omosessuale
Gli rompe il timpano con un pugno: un'altra aggressione inaccettabile in ospedale

Ha destato molto clamore la vicenda emersa nei giorni scorsi, di un padre che ha patteggiato una pena a 2 anni di reclusione per aver pagato un uomo affinché spezzasse le mani al figlio chirurgo. L’uomo, un ingegnere 75enne, non avrebbe infatti accettato l’omosessualità del figlio, fino alla “punizione” commissionata. Proprio il padre, ora, ha rivelato la sua versione, definendo il figlio “un megalomane, si crede chissà chi perché fa il dottore“.

Denunciato dal figlio dopo la tentata aggressione

La vicenda, è emerso, risalirebbe al 2016: un 40enne chirurgo di Torino avrebbe confessato ai genitori la sua omosessualità, scatenando col tempo il risentimento del padre.

Fino all’incredibile decisione: avrebbe pagato 2.500 euro ad un uomo perché rompesse le mani al figlio, invalidando così la sua carriera. Di fronte all’uomo, però, il “sicario” avrebbe confessato tutto, per poi fingere che l’operazione punitiva fosse andata a buon fine e incassare così la somma.

Dopo quell’episodio e una serie di altri insulti, atti vandalici e pedinamenti, il figlio si sarebbe deciso a denunciare il padre.

Vicenda che ha trovato il suo epilogo nel patteggiamento del padre, che tuttavia non ci sta e replica ad ogni accusa.

La replica del padre del chirurgo gay

In un’intervista a La Stampa, il 75enne ingegnere in pensione ha replicato colpo su colpo alle accuse emerse nei suoi confronti. L’uomo ha patteggiato 2 anni di reclusione, ma dichiara di non aver pagato nessuno per picchiare il figlio: “Non diciamo cavolate. Ho mandato una persona che poi è sparita“. Una frase poco chiara, che lascia intendere che qualche contatto c’è stato, ma la sua sequela di risposte va in senso contrario: “Non è vero niente“, “Sono tutte bugie” e ancora “Non sono nemmeno chi sia.

Mi hanno fatto un nome che ora non ricordo neanche. Non so chi sia, non l’ho mai visto“.

Il padre sull’omosessualità: “Non ero contento”

Nella stessa intervista, ha poi dichiarato che “Non volevo patteggiare. È stato il mio avvocato a consigliarmi così. Mi ha spiegato che anche mia figlia sarebbe venuta a testimoniare in aula contro di me“. Tuttavia, non nasconde il suo pensiero circa l’omosessualità del figlio: “Sarebbe contenta di avere un figlio omosessuale? Io no. Quando me l’ha detto, ho allargato le braccia“.

L’uomo ha poi rincarato la dose: “Non mi chieda se fossi contento, perché no. Non lo ero. Però è così, cosa vuole fare. Lo accetto così com’è. Certo la questione dei nipoti con lui non l’ho mai affrontata“.

Il 75enne sembra aver chiare le idee anche sul perchè il figlio avrebbe raccontato quelle cose contro di lui: “È solo una questione di soldi. C’è anche di mezzo un testamento“.

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