donna bambina

Una babysitter di 29 anni è accusata di aver brutalmente assassinato la bimba che, in realtà, avrebbe dovuto accudire. A seguito di accurate indagini, la polizia ha rivelato di aver scoperto che, prima di compiere l’atto, la ragazza avrebbe fatto un’inquietante ricerca su google che svela quali orrendi pensieri l’avrebbero portata a un gesto tanto orribile.

Babysitter incastrata da Google

Il drammatico episodio è avvenuto ad Atlanta, in Georgia, lo scorso 9 dicembre. Secondo quanto ha riferito il magazine The Sun, Kirstie Hannah Flood, babysitter della vittima, è stata arrestata lo scorso venerdì 11 dicembre, con l’accusa di aver picchiato a morte la piccola Fallon Fridley, di soli 2 anni.

I sospetti della polizia ricadono su Flood poiché, stando a quanto hanno diffuso i media locali, la giovane donna, prima del folle gesto, avrebbe cercato su Google: “Cosa significa avere una voglia improvvisa di picchiare un bambino che non è tuo”.

La versione della 29enne non convince i medici

La bimba, portata d’urgenza all’ospedale Children’s Healthcare di Atlanta, è morta 2 giorni dopo il drammatico episodio. In un primo momento, la giovane Flood aveva riferito ai medici che la piccola aveva sbattuto violentemente la testa mentre giocava al parco.

I dottori, però, non hanno creduto alla versione fornita dalla babysitter. Difatti, secondo il personale medico, le gravi ferite che riportava la piccola Fallon, e cioè la frattura del cranio, la lacerazione del fegato, della milza e del colon, non potevano essere state causate da una caduta al parco.

Un’amicizia che andava avanti da 5 anni

Secondo quanto ha riportato il The Sun, la madre della vittima ha raccontato che con la giovane babysitter c’era un solido rapporto d’amicizia da ben 5 anni, motivo per cui i genitori della bambina si fidavano ciecamente di lei.

La mamma ha inoltre raccontato gli attimi immediatamente successivi al terribile episodio che ha provocato la morte della piccola Fallon. Stando a quanto diffuso dalla rivista The Sun, Kirstie Hannah Flood avrebbe chiamato la madre della bambina per avvertirla di quanto accaduto, riferendole che la piccola aveva battuto la testa su uno scivolo mentre era al parco giochi.

Lanciata una raccolta fondi per aiutare la famiglia

La 29enne è stata accusata di omicidio volontario, omicidio preterintenzionale, aggressione aggravata e crudeltà infantile di primo grado e al momento è in prigione, in attesa della prossima udienza.


I familiari e gli amici dei genitori di Fallon, si sono uniti al dolore della famiglia e hanno deciso di mobilitarsi per aiutare economicamente la famiglia della vittima, lanciando una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe per contribuire alle spese per il funerale della piccola.