miriam rodriguez

Miriam Rodriguez è diventata un’icona in Messico perché è una madre che non si è arresa. Sua figlia Karen è stata rapita e, nonostante i riscatti pagati, non l’ha mai più rivista. Dopo il ritrovamento del cadavere ha iniziato ad indagare lei stessa fino a quando non è riuscita a far arrestare tutti i responsabili della morte di Karen.

Il rapimento della figlia

A Tamaulipas, San Fernando in Messico, la giovane Karen Salinas, adolescente, era stata fatta scendere dalla sua auto ed è stata rapita in pieno giorno da una banda locale.

Nei mesi successivi era arrivata alla famiglia una prima richiesta di pagamento per il riscatto che i genitori avevano pagato. I rapitori però non ne vogliono sapere e richiedono una seconda somma di denaro. A nulla è valso indebitarsi e pagare: Karen non è mai più ritornata a casa.

Era il 2014: Karen fu ritrovata in una fossa comune a circa 150 km da casa. Secondo quanto riportato dal NY Times, in Messico ci sono circa 70 mila persone scomparse, mentre il numero degli omicidi è raddoppiato negli ultimi 5 anni.

Miriam Rodriguez, dopo il ritrovamento del cadavere della figlia, ha “preso le redini” dell’indagine e iniziato la sua personale ricerca dei membri del cartello Zeta coinvolti nel rapimento e nell’uccisione della figlia. Ci vorranno 3 anni, 3 lunghi anni in cui questa madre determinata utilizza ogni escamotage per trovare gli assassini della figlia, a consegnarli alle forze dell’ordine.

Durante questo periodo la donna si è travestita, ha parlato con chiunque potesse avere informazioni, ha pedinato i sospettati e finalmente nel 2017 è riuscita a far arrestare anche l’ultimo dei sospettati.

Una dozzina di persone sono finite in galera e tutte grazie a Miriam.

La vendetta dei rapitori

Miriam è stata l’unica a sfidare il cartello Zeta e ciò non è passato inosservato.

Colei che non ha voluto continuare a vivere nell’omertà ha pagato con la vita per la ricerca della verità per sua figlia. Il 10 maggio, giorno della festa della mamma in Messico, la donna è stata giustiziata da alcuni membri del cartello con 13 colpi di pistola sul portico davanti casa.

Negli anni prima di essere uccisa Miriam aveva istituito un’associazione, insieme a circa altri 600 genitori i cui figli erano scomparsi, per aiutare le persone come loro.

Ora il testimone dell’associazione è passato al figlio Luis, il quale ha riportato alla luce il caso della sorella per via di uno analogo successo recentemente.

Le autorità le hanno offerto diversi riconoscimenti pubblici, in ultimo una targa di bronzo nella piazza centrale in sua memoria.

Karen non è stata l’ultima

Luciano Leal Garza è stato rapito a luglio con le stesse modalità di Karen, in pieno giorno. Purtroppo, anche nel caso di Luciano, dopo due richieste di riscatto pagate dai genitori, il ragazzo è stato trovato morto.

Il padre di Luciano affermò dopo il 3° mese dalla scomparsa che “tutti noi vogliamo fare quello che Miriam ha fatto, ma guardate come sono finite le cose per lei. È morta. Questa è la nostra paura”. Le parole della famiglia Garza riportate dal NY Times rispecchiano una triste realtà vissuta nella paura e nell’incertezza. Le persone vorrebbero reagire ma hanno paura di finire come i loro cari.

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