Panariello Giorgio

Da comico a cabarettista, da attore a scrittore per il fratello, Giorgio Panariello -presentando il suo nuovo libro “Io sono mio fratello”- ha deciso di raccontare, in un’intervista, le vicende che hanno segnato la sua infanzia e la sua carriera. 

Giorgio Panariello: la famiglia

Panariello si è raccontato a Il Corriere della Sera ed è partito dal rapporto con la sua famiglia, descritta come decisamente alternativa e complessa: “Era una famiglia strana veramente. Accorgersi quando avevo 8-9 anni che niente era come sembrava , nessuno al suo posto, quelli che pensavo fossero i miei fratelli in realtà erano i miei zii, i miei genitori i miei nonni, la signora che veniva ogni tanto mia madre, mio padre mai visto… Insomma bislacca mi sembra riduttivo.

Era un Circo Barnum, che ha creato problemi al carattere debole di Franchino e a me ha dato questo spirito di riscatto che mi ha permesso di fare un mestiere che potesse sdrammatizzare”, passando per i nonni, che sono stati più dei genitori, i suoi Ba’ “Il Babbo, mio nonno Raffaello, l’uomo che mi ha fatto da padre.

Un napoletano dal carattere difficile, spigoloso, che aveva con me un rapporto di assoluto amore” , e Ma’ “Mia nonna Bonaventura, la Mamma, quella che ancora adesso nella mia testa è mia madre. Era una donna piccola e gentile, la mia prima fan, quella che ha cucito i primi vestiti quando facevo le imitazioni di Renato Zero”, e arrivando a suo fratello, la persona a cui è dedicato  il libro, morto nel 2011 di ipotermia: “Lo considero un ragazzo sfortunato. Ha avuto anzitutto la sfortuna di nascere un anno dopo di me, per cui i miei nonni non hanno potuto tenere anche lui in casa ed è stato affidato a un istituto.

Franchino è un’anima perduta che però alla fine si era ritrovata”.

L’assenza dei veri genitori

A pesare nella sua vita, racconta sempre al Corriere della Sera, è stata anche l’assenza di suo padre, mai conosciuto, ma che avrebbe tanto voluto incontrare: “Sì, sono curioso, ne ho fatto anche un monologo televisivo. In realtà non sono uno che ha l’ansia di sapere, ormai ho 60 anni e lui non ci sarà neanche più.

Ma ricordo che ai primi tempi in cui facevo tivù, ogni volta che Raffaella mi chiamava a Carràmba! Che sorpresa oppure Maria De Filippi a C’è posta per te, io avevo l’ansia che veramente avessero trovato mio padre”.

Panariello ha anche parlato di sua madre Raffaella,  la “madre ufficiale” come la chiama lui “ma è solo un sostantivo. È stata una donna assente che ha abbandonato me e mio fratello dalla sera alla mattina”. 

La carriera

Nella lunga intervista, c’è spazio anche per degli aneddoti sulla sua carriera, come quello del primo aereo preso a 30 anni“Sì, per andare in Sardegna.

Quando atterrai a Elmas venne a prendermi l’impresario che stava andando a Iglesias per uno spettacolo di Benito Urgu. “Chi è?”, chiesi. “È un comico bravissimo, qui in Sardegna impazziscono per lui”. Quando gli vidi fare la signora Desolina Vacca, Giorgetto da Pirri, Tore Mitraglia, il maresciallo Serpis, decisi di tirare fuori dal cassetto i miei personaggi e scrivere i testi. Fino a quel momento avevo fatto solo imitazioni di personaggi famosi”. 

È impressa nella sua memoria anche la volta dei complimenti da parte di Gigi Proietti: “Recitavo ne “Il borghese gentiluomo” di Molière.

Quando il regista Giampiero Solari me lo propose lo guardai pensando scherzasse e invece ho ricevuto grandi complimenti da personaggi come il povero Gigi Proietti, Martone, i grandi del teatro che sono venuti a vederci”. 

Panariello: chi è la fidanzata Claudia

Infine, ha parlato anche del rapporto con Claudia, la sua compagna di 25 anni più giovane: “È la mia fidanzata, una persona straordinaria. Ha 25 anni meno di me, ma è molto matura. Mi dà tranquillità, serenità, amore. La stimo e mi stima“. Su eventuali progetti coniugali, dichiara: “Io e lei non parliamo mai di matrimonio. Ce lo chiedono solo gli altri“.

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