Enzo Iacchetti a Verissimo

A Verissimo mattatori di questa puntata speciale sono Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. Gli storici volti di Striscia la notizia aprono l’appuntamento natalizio concedendo un’intervista a Silvia Toffanin. Commovente la confessione di Iacchetti in apertura di chiacchierata con la conduttrice: “Ho fatto la prima risata il 7 dicembre“.

Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti di nuovo insieme

Dietro al bancone di Striscia la notizia hanno trovato fortuna, successo e popolarità. Sono una delle coppie storiche della televisione, una delle più longeve ma anche apprezzatissime dal pubblico. Dalle gag nel tg satirico di Canale5, Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti si trasferiscono a Verissimo per un’intervista di coppia a Silvia Toffanin.

La coppia di conduttori ha da poco ripreso il timone di Striscia dopo aver ricevuto il testimone da Ficarra e Picone. Per entrambi è stato un felice ritorno a ‘casa’, con i telespettatori che hanno visto finalmente ricongiungersi la storica coppia del programma ideato da Antonio Ricci. Se Ezio Greggio si è detto felice di questo ritorno, per Iacchetti ritrovare il collega dopo mesi è stato significativo.

Non ridevo da febbraio

A Silvia Toffanin, Enzo Iacchetti racconta il momento in cui ha ritrovato il collega dopo tanti mesi di stop lavorativo: “È stato bello perché non ridevo da febbraio, come tutti purtroppo stanno facendo, non c’è tanto da ridere.

Quando l’ho visto la prima volta ho fatto la prima risata il 7 dicembre“. Una rivelazione davvero toccante in un periodo così complicato, dove i sorrisi spesso faticano ad essere espressi.

Le sue parole testimoniano ancora una volta il prezioso rapporto che li lega, come racconta Greggio: “Il nostro rapporto è fatto così, quando la gente ci vede in onda sa già che troverà qualcosa di divertente che succede.

Quando veniamo in camerino non ci parliamo, tutto quello che ci diremmo in privato ce lo diciamo in onda: da lì nasce la nostra complicità“.

Il Natale durante la giovinezza

I due conduttori, a seguire, ripercorrono con la mente le festività trascorse in famiglia quando erano più piccoli. Ezio Greggio rivela: “Io del Natale di quando ero piccolo mi ricordo la tradizione piemontese“. E, scherzando, aggiunge: “Io non scrivevo la letterina, la dettavo a un calligrafo che sapeva scrivere bene al posto mio“.

Enzo Iacchetti, invece, ricorda i regali molto artigianali, ma apprezzatissimi, provenienti dall’attività lavorativa della figura paterna: “Io invece sapevo che non beccavo niente, mio padre era calzolaio e ogni anno a Natale mi regalava una suola piegata e un alberello“.

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