TV e Spettacolo

Guillermo Mariotto presenta B-Jesus: il progetto artistico in viaggio per l’Italia

Guillermo Mariotto racconta a The Social Post la nascita del suo progetto artistico itinerante: B-Jesus. Il presepe del futuro.
Guillermo Mariotto

All’indomani di un anno difficile, segnato in maniera indelebile dall’emergenza sanitaria per la proliferazione del Covid, e di un Natale forzatamente “intimo”, conforme alle linee guida anti-contagio imposte dal Governo, lo stilista e personaggio televisivo Guillermo Mariotto rompe questa disarmonica maledizione con un presepe futuristico e visionario, il B-Jesus. Il presepe del futuro. Un progetto artistico da lui ideato con la collaborazione dell’associazione Caput New Mundi e di Eileen Tasca.

Un vero e proprio presepe itinerante in 3D che ricalca la morfologia geografica dell’Italia comprensivo di 300 opere e costato 4.200 ore di lavoro messo in atto da 80 artisti di ogni età e provenienza, uniti dalla creatività.

Un viaggio tra arte e spiritualità che sorgerà in Piazza Vittorio Emanuele II a Roma e rimarrà esposto sino alla fine di gennaio.

Intervistato da The Social Post, Guillermo Mariotto racconta nascita e progettazione del suo “presepe del futuro, aprendosi sui suoi ricordi di bambino e sul suo personale rapporto con la Fede.

B-Jesus, il presepe del futuro di Guillermo Mariotto

Il Natale in sé è ormai alle spalle ma la magia non si arresta.

Ancor meno se ad agitare la bacchetta come un sapiente direttore d’orchestra c’è Guillermo Mariotto. Proprio Mariotto, unendo estro e creatività, ha voluto regalare ora alla città di Roma – ma prossimamente a tante altre città italiane – un presepe futuristico, intriso di spiritualità, un simbolo di speranza e ripartenza all’insegna della Fede. Una gigante Italia in 3D costellata di creazioni artistiche.

Dove è nata l’idea che sta alle spalle di B-Jesus. Il presepe del futuro?

È stato il Signore a volere così.

Anche le idee che posso pretendere siano mie in realtà sono sempre sue, io sono lo strumento, è sempre stato così. Al mio fianco ho grandi artisti e tantissimi scultori che si divertono come dei pazzi.

Che tipo di opere troviamo in questo gigante presepe in 3D?

Ci sono principalmente statuine e ognuna manifesta la sua essenza. Non ho messo paletti agli artisti, ho chiesto loro di portare solamente lo spirito che si manifesta nelle loro opere e si sono scatenati: mi ha colpito molto una pecora fatta di marmo di Carrara, è semplicissima ma di una potenza e purezza unica.

300 opere d’arte per il presepe che ricalca l’Italia

Come verrà gestita la visita al presepe alla luce delle restrizioni per il Covid?

La sindaca Raggi ci ha promesso, rientrando nelle possibilità, che l’accesso alla piazza avvenga attraverso 4 ingressi: 2 chiusi e 2 aperti. Da una parte si entrerà con il conta persone, dall’altra si uscirà sempre col conta persone rispettando tutte le dovute distanze sociali. Quanto a Piazza Vittorio è una location perfetta, l’ha scelta l’Eterno.

Come descriveresti il team di lavoro con cui hai realizzato il tuo sogno?

Siamo tutti allegri, forti e potenti; non deve mai mancare l’allegria e la serietà.

Io l’ho diretto tutto, praticamente me lo sono inventato io e come direttore sono divertentissimo e implacabile. Come a Ballando con le Stelle, sono io e non un personaggio: posso essere buono come Gandalf o come Sauron all’occorrenza.

Perché dare a questo presepe la forma della nostra Penisola?

Non so perché, è stato proprio come ricevere un ordine dall’alto. Sapevo di volere le statue da qualunque artista, volevo coinvolgere tutti.

Il Natale di Mariotto: tra i ricordi della nonna e il rapporto con la Fede

Cosa significa per Guillermo Mariotto il Natale?

Il Natale per me è la cosa più bella del mondo.

Ricordo tanti Natali tristi ma anche tanti Natali belli; tristi purtroppo perché i miei litigavano tanto e spesso questo li ha rovinati. Ricordo però anche Natali bellissimi con mia nonna che faceva il presepe, era uno schianto: raccoglieva per strada legni, radici e lo progettava insieme a me che sono stato sempre molto creativo.

Cosa non è mai mancato nel presepe di Mariotto?

Le pecore che vanno sempre aggiunte, ogni anno, perché portano abbondanza e prosperità.

Mariotto e l’augurio per il 2021: “Che l’anno nuovo ci porti dignità

Qual è stata la tua preghiera alla fine di questo difficilissimo anno?

Spero che l’anno nuovo ci porti dignità perché abbiamo smesso di essere degni. Quello che voglio è che la gente possa riconciliarsi e che puliscano la casa del Signore, che è il loro essere, là dove lui risiede.

C’è mai stato un momento nella tua vita in cui la tua Fede è venuta meno?

Sì, con la mente ma nel cuore mai. Sono arrivato in passato ad un punto in cui ho lavorato per togliere da dentro di me il buio. Ho combattuto tanto per arrivare alla conclusione che più sei pulito dentro e più sei in grado di amare il Signore arrivando ad essere davvero, innamorato di Dio.

Cos’è che più di tutto, oggi, è ancora capace di stupirti?

La creatività e la bellezza. Una bellezza che ho ritrovato anche nella poesia scritta per B-Jesus da Daniela Sassoon.

Potrebbe interessarti