pablo escobar

Pablo Escobar è stato uno dei narcotrafficanti più noti e ricchi nella storia. La sua fama si è perpetuata nel tempo anche grazie alla serie Netflix Narcos ispirata alla sua vita. Al suo fianco, però, si è sempre tenuta nell’ombra una donna, Tata, pseudonimo di Victoria Eugenia Henao.

Sposata appena adolescente, Victoria ha sopportato “amanti, arroganza, umiliazioni, bugie, solitudine, perquisizioni, minacce di morte, attentati terroristici, tentativi di sequestro dei miei figli e perfino lunghi periodi di clausura ed esilio. Tutto per amore, attentati terroristici, tentativi di sequestro dei miei figli e perfino lunghi periodi di clausura ed esilio.

 Tutto per amore” racconta la donna.

Chi è “Tata”: la vedova di Pablo Escobar

Victoria è cresciuta in una famiglia della classe media nel distretto di Envigado, in Colombia. Ha incontrato Escobar per la prima volta all’età di 12 anni, quando lui ne aveva 23. Il futuro marito attirava l’attenzione della giovanissima Victoria mostrandosi sulla sua Vespa e riempiendola di regali. Le suonava serenate e la corteggiava in maniera sfrenata: agli occhi della ragazza appariva come un vero principe azzurro.

Al compimento dei 14 anni, età del consenso ritenuta legale in Colombia, l’idillio comincia a sfumare.

La Henao affronta la sua prima grande volta e racconta così nell’autobiografia che ha scritto: “Non ero pronta. Non sentivo ancora il desiderio sessuale. Mi mancavano gli strumenti per capire cosa significasse quel contatto intenso e intimo.

L’aborto forzato

Tre settimane dopo la sua prima volta, Victoria iniziò a sentirsi strana e Pablo, sospettando una gravidanza, la portò nel sobborgo di Medellin, la città in cui i due vivevano e, senza dirle niente, la fece abortire. La ragazza, che allora aveva solo 14 anni, fu costretta a rimanere a letto per diversi giorni, paralizzata da forti dolori allo stomaco.

All’epoca i due non erano ancora sposati e avere rapporti con il proprio fidanzato era uno scandalo: Victoria fu quindi costretta subire in silenzio.

Il matrimonio segreto e la nascita dei figli

Nonostante tutto, Victoria Eugenia Henao era innamoratissima di Escobar, che chiamava “l’amore della mia vita“. Il 29 marzo 1976 la coppia si sposò in segreto nella Chiesa di Santisima Trinidad a Palmira. Una cerimonia a cui presenziarono solo la nonna e la zia di Victoria e Pablo salì all’altare vestito in jeans e camicia.

Il travaglio a scuola

Dopo il matrimonio, Victoria ha continuato la sua vita tra casa e studio: conduceva una vita domestica, principalmente a cucinare e pulire mentre continuava andare a scuola. Ma a poche settimane dalle nozze scoprì di essere nuovamente incinta. Una mattina aveva notato di essere entrata in travaglio ma, per non prendere un brutto voto in un compito di inglese, decise di recarsi comunque a scuola. Dopo il test le acque si ruppero e fu una lotta contro il tempo.

Victoria camminò fino a casa dei suoi genitori e fu portata in ospedale appena mezz’ora prima che il primogenito, Juan Pablo, nascesse. Sette anni dopo la Henao diede alla luce la seconda figlia: Manuela.

Victoria e i tradimenti di Escobar: “Piangevo tutta la notte

Negli anni ’80 Pablo Escobar costruì il suo potente cartello a Medellin che lo portò ad accumulare un’enorme fortuna. Spesso, ricorda la moglie, passava lunghi periodi lontano da casa per affari, senza che lei sapesse chiaramente di cosa si trattasse. Era però del tutto consapevole che Pablo non le era fedele. “I pettegolezzi sulle sue relazioni erano costanti e, devo ammetterlo, profondamente dolorosi per me” racconta la moglie “Ricordo che piangevo tutta la notte, aspettando che arrivasse l’alba.” Il suo amore era, tuttavia, cieco e ha, per questo, sempre deciso di chiudere, non uno, ma entrambi gli occhi: “Ho deciso di non seguirlo, di non seguire le sue telefonate o di controllare se le sue camicie hanno il rossetto.

Chi cerca troverà e io ho preferito non trovare nulla“.

Gli appartamenti per le amanti

Escobar di certo non si impegnava a tenere nascoste le sue scappatelle. Con gli ingenti guadagni del suo business, Pablo si era trasferito con la famiglia nella tenuta Hacienda Napoles.

Qui aveva fatto costruire una pista da corsa e uno zoo ben fornito, ma non solo. “Per incontrare le sue amanti, Pablo ha avuto il coraggio di costruire un appartamento mimetizzato dietro le scuderie, molto vicino alla casa principale” ha raccontato Victoria.

La prigione di “lusso” e la latitanza

Il cartello di Madellin era al suo culmine e Victoria si godeva la bella vita senza sapere da dove provenisse tutta quella ricchezza. Le verità su Escobar vennero però presto messe a nudo: nel 1984 il narcotrafficante ordinò l’uccisione del ministro della giustizia, Rodrigo Lara Bonilla.

L’omicidio scatenò una caccia ai narcotrafficanti e fu emesso un mandato d’arresto nei confronti di Escobar.

L’accordo per la prigionia personalizzata

Nel 1991, dopo anni di fuga, Escobar contrattò con le autorità colombiane perché gli permettessero di scontare la condanna in una prigione che avrebbe fatto costruire lui stesso. Nacque così la lussuosa struttura conosciuta come La Catedral. La notizia della “prigionia personalizzata” trapelò e Pablo, con la famiglia, fu nuovamente costretto alla fuga. Nel 1993 la famiglia Escobar si era nascosta vicino a Medellin e Victoria ricorda quegli anni come un incubo. “Mentre eravamo lì, mi sono svegliata costantemente per tutta la notte, presa dalla paura e dall’orribile convinzione che stavo per aprire gli occhi per vedere la canna di un fucile a pochi centimetri dalla mia faccia” racconta.

L’abbandono di Escobar e la fine della fuga

L’incubo finì quando Pablo fece trasferire Victoria in un rifugio protetto dal governo. La Henao si ricorda di quel momento doloroso dicendo “Mi ero sposato a 15 anni nella Chiesa cattolica, pensando che fosse per la vita. Ero profondamente innamorato di Pablo“. Decise di lasciare Pablo Escobar, che sarebbe morto in una sparatoria poco più di un mese dopo, per salvare la vita dei loro figli.

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