Il rapper romano Cranio Randagio

A quattro anni dalla tragica orte di Vittorio Bos Andrei, conosciuto ai più con il nome d’arte Cranio Randagio, il gup ha disposto il rinvio a giudizio per tre persone. Il rapper 21enne era morto nel 2016 a seguito di una grave intossicazione da ossicodone e anfetamine.

Cranio Randagio: tre indagati rinviati a giudizio

Si tratta di Francesco Manente, 28 anni, ritenuto colui che avrebbe ceduto a Cranio Randagio le sostanze, accusato di morte come conseguenza di deltto Jamie Garcia De Vincentiis e Pierfrancesco Bonolis, di 26 anni, questi ultimi accusati di favoreggiamento perché avrebbero coperto Manente dopo la morte del rapper.

Tutti e tre sono difesi dal legale Giovanni Maria Giaquinto.

Secondo la ricostruzione fatta dalle indagini dalla pm Mariarosaria Guglielmi, che ha seguito l’indagine, Cranio Randagio avrebbe cominciato a stare male già durante la festa alla quale tutti e tre stavano partecipando. Come riporta il Corriere della Sera, il giovane è stato immortalato in più video e foto che provano il suo stato alterato di coscienza. In una foto si vede il 21enne sdraiato in un letto incosciente, in un video invece si esprime confermando di non essere in se.

Le parole della mamma

Sospiro di sollievo per la mamma di Vittorio Bos Andrei, Carlotta Mattiello, assistita dai legali Marco Macchia e Virginia Pellegrini, si legge sul Messaggero, ha detto: “Non ci speravo più, il processo è un atto di civiltà. Mi batto coi ragazzi nelle scuole. È importante non rimanere vigliacchi o omertosi. Non he Vittorio sia immune nell’errore, ma i veri amici una telefonata per dirmi che stava male me la dovevano fare”.

In più interviste e partecipazioni a programmi tv, dove mamma Carlotta ha preso parte anche per sensibilizzare i giovani al tema della droga, la donna ha ribadito che il suo dolore più grande sta proprio nell’omertà che ha ruotato intorno alla morte di suo figlio.

Come, ad esempio, il fatto che nessuno ha saputo dirle dove fosse e nessuno l’ha chiamata per dirle che il figlio stava male. “Cerco solo di sapere perché è morto mio figlio”.

Chi era Cranio Randagio

Vittorio Bos Andrei era nato il 21 dicembre 1994, una vita tranquilla la sua, con un papà scrittore, fotografo… mamma Carlotta e due fratelli.

A 15 anni però il primo grande trauma, la morte prematura del padre, suicida.

Cranio Randagio si è buttato nella musica, cantando nel gruppo After92, poi come rapper solita quando ha cominciato a produrre alcuni singoli. Cranio Randagio, questo il suo nome d’arte, era ricordato da molti per la sua partecipazione ad X-Factor nel 2015, arrivando agli Home Visit.

Uscito da X-Factor, Cranio Randagio pubblicherà il suo secondo album con il producer Squarta, nel quale sarà presente anche Petrolio (nel 2019 diventerà disco d’oro).

La tragica morte di Cranio Randagio

Vittorio Bos Andrei è morto tragicamente nella notte tra l’11 e il 12 novembre 2016, mentre si trovava a casa di un amico per una festa in zona Balduina a Roma.

Vittorio ha accusato un malore intorno alle 5 di mattina, quando la maggior parte degli invitati alla festa sono tornati a casa. Notando che il figlio non era rientrato, la madre ha cominciato a chiamarlo senza risposta. La causa del decesso è stata ricollegata ad un’intossicazione letale di ossicodone e anfetamine ed altre sostanze (nel suo corpo è stata trovata tracce di sette).

Dalle indagini della procura di Roma ne scaturisce l’apertura di un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di reato di morte come conseguenza di un altro reato.

Nel mirino degli inquirenti proprio Francesco Manente, che insieme ad altri due ragazzi è stato rinviato a giudizio.

L’omaggio di X-Factor a Cranio Randagio

Il 17 novembre 2016, nella puntata andata in onda subito dopo la tragica morte di Vittorio, la puntata di X-Factor si è aperta con un omaggio al rapper e alla sua Petrolio.

Guarda il video:

Approfondisci:

Morte di Cranio Randagio, a 3 anni dalla tragedia il dolore di mamma Carlotta