bambino peluche

5 anni di indagini e un rapporto di quasi 3.000 pagine per portare alla luce tutti gli orrori avvenuti per anni negli istituti per ragazze madri e negli orfanotrofi, in Irlanda. Quasi 80 anni di ingiustizie, oggi riconosciute come veri e propri crimini, a carico delle più importanti istituzioni del Paese che oggi porgono pubbliche scuse.

La prima scoperta: una fossa comune

Era il 2014 quando l’esperta di storia Catherine Corless trovò 800 certificati di morte di bambini che avevano vissuto nella casa per madri e bambini di Bon Secours a Tuam. La donna rimase immediatamente colpita da un dettaglio particolare: sulla totalità di morti, solamente 2 riportavano il certificato della sepoltura.

Il dubbio portò all’immediata attivazione delle indagini che rivelarono l’esistenza di una struttura sotterranea contenente un altissimo numero di resti di cadaveri.

Da qui l’istituzione di una commissione indipendente che si è curata di raccogliere quante più possibili informazioni in merito alle giovani donne e ai neonati vissuti negli istituti religiosi per l’accoglienza di madri e bambini, in Irlanda. I risultati di quest’analisi approfondita sono andati a costituire un unico testo. Dopo essere stato mostrato agli eredi di chi ha vissuto queste esperienze atroci, e ai sopravvissuti a questo passato da incubo, il rapporto incontra ora le istituzioni.

In questi giorni il premier irlandese Michéal Martin si è fatto carico di presentare questa relazione al Parlamento di Dublino.

Le violenze all’interno degli istituti

All’interno del rapporto si parla della morte di circa 9.000 persone fra neonati e bambini all’interno degli istituti per ragazze madri fra il 1922 e il 1998. In seguito, queste strutture vennero chiuse. I morti, quindi, corrisponderebbero al 15% dei bambini vissuti all’interno di questi edifici.

Questo dato diviene ancor più grave se confrontato con la media nazionale di quegli anni, corrispondente a circa la metà dei morti in istituto.

Rese note al pubblico mondiale anche grazie a un film, fra gli altri, come Magdalene (vincitore del Leone d’Oro al Festival di Venezia 2002), queste case erano gestite dalla chiesa e dallo stato irlandese. Al loro interno, le suore erano incaricate di occuparsi di giovani donne respinte dalle proprie famiglie. Le motivazioni erano sempre le stesse: perché sorprese a intrattenere una relazione amorosa, senza ancora essere sposate o per essere rimaste incinte, fuori dal matrimonio.

Questi istituti si presentavano come caritatevoli luoghi di accoglienza per giovani e future madri. Inoltre, erano note le funzioni di orfanotrofio e di agenzia d’adozione. Ciò che molto spesso era taciuto era il fatto che le ragazze inviate, contro la loro volontà a trascorrere un periodo all’interno di queste case, sarebbero state in realtà sottoposte a terribili punizioni.

Le infinite violenze psicologiche

Obbligate a duri e umilianti lavori, trattate come peccatrici, le giovani sarebbero costrette a dare in adozione i propri bambini. Per loro, era impossibile ottenere informazioni sul conto dei piccoli.

Infinite le violenze psicologiche subite da queste ragazze. Nemmeno i familiari furono in grado di sostenere la loro causa, essendo speso i primi a condannarle a questa terribile esperienza.

La commissione ha ricordato, inoltre, la colpevolezza degli uomini, padri dei bambini, la cui mancata assunzione di responsabilità ricadde tutta sul destino delle giovani donne. La scarsa, o totalmente assente cura, a loro riservata ha portato alla morte un numero elevato di bambini. Il rapporto documenta, infatti, tutti i casi di malattie non curate, di abbandono o di malnutrizione.

Per comprendere la gravità delle loro condizioni, basti pensare che nell’istituto di Bessborough, nel 1943, ben il 75% dei bambini dati in affidamento morì.

Le scuse della nazione per un passato di errori

Durante la presentazione del rapporto al Parlamento, il capo del governo irlandese Michéal Martin ha usato parole molto dure nei confronti delle istituzioni che attualmente rappresenta. Il premier ha evidenziato come in passato esse si siano rese complici di terribili nefandezze. Ha inoltre voluto ricordare tutti quei bambini e quelle madri che hanno dovuto “pagare un prezzo terribile”. Alcuni di loro, sopravvissuti agli anni più bui della loro esistenza, non possono che vivere questo momento come una misera consolazione rispetto a quanto è stato loro tolto. Molte madri e molti figli dati in adozione hanno cercato nel tempo di ritrovarsi a vicenda, non senza difficoltà e non sempre riuscendovi.

Le scuse da parte delle istituzioni Irlandesi vogliono essere non soltanto rivolte al passato. Come ricorda l’ex vice premier Joan Burton, nata in uno di questi istituti nel 1949, infatti, una simile denuncia sarà utile alle generazioni future per riflettere sugli errori di chi le ha precedute.

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