Conte e mattarella

Solo ieri Giuseppe Conte ha rassegnato le sue dimissioni da Presidente del Consiglio, e da oggi partiranno le consultazioni col Presidente della Repubblica Mattarella, che dovrà scegliere il futuro del Paese sulla base di quanto accadrà nelle prossime ore. In campo molte ipotesi, dal Conte Ter al voto anticipato. Il Colle prenderà anche in esame l’ipotesi di un breve mandato esplorativo, ma molto dipenderà dalle parti in causa più che da Mattarella stesso.

Il calendario delle consultazioni

Tutto comincia oggi, a un giorno dalle dimissioni di Conte. Nel pomeriggio di mercoledì 27 gennaio ci saranno i primi due incontri: alle 17 quello con la presidente del Senato Elisabetta Casellati e alle 18 con il presidente della Camera Roberto Fico.

Giovedì 28 gennaio si comincia dalle 10 del mattino quando salirà al Colle il Gruppo Parlamentare ‘Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)’ del Senato; alle 10.30-12.30 e alle 16.00-16.45 si svolgeranno gli incontri con i rappresentanti dei gruppi Misti del Senato e della Camera. Alle ore 16.45 toccherà a Liberi e Uguali della Camera dei deputati e alle ore 17.30 sarà la volta dei Gruppi Parlamentari Italia Viva – PSI del Senato della Repubblica e Italia Viva della Camera dei deputati.

A chiudere la lunga giornata di giovedì ci saranno poi, alle ore 18.30, Gruppi Parlamentari ‘Partito Democratico’ del Senato e della Camera.

Il 29 gennaio, ultimo giorno di consultazioni, si comincerà il pomeriggio, alle ore 16, con la delegazione del centrodestra che, come annunciato nelle scorse ore, si presenterà come fronte unito. Saranno quindi presenti i Gruppi Parlamentari ‘Fratelli d’Italia’ del Senato e della Camera; Gruppi Parlamentari ‘Forza Italia – Berlusconi Presidente – UDC’ del Senato e ‘Forza Italia Berlusconi Presidente’ della Camera; Gruppi Parlamentari ‘Lega – Salvini Premier’ del Senato e della Camera; Rappresentanti delle componenti ‘Idea e Cambiamo’ del Gruppo Misto del Senato della Repubblica e ‘Noi con l’Italia – USEI – e Cambiamo’ del Gruppo Misto della Camera.

Chiuderanno le consultazioni alle 17 i Gruppi Parlamentari ‘Movimento 5 Stelle’ del Senato e della Camera.

Le ipotesi: cosa succede adesso

Se il calendario delle consultazioni è chiaro, più nebuloso resta il futuro del Governo. Tra le prime ipotesi c’è quella del Conte ter, ipotesi che potrebbe essere quella preferita dal Presidente della Repubblica: soluzione che sarebbe nei desideri del premier dimissionario ma che sembra che la più lontana, al momento, da una possibile applicazione.

Conte non ha i numeri al Senato per tentare di rimettere in piedi una maggioranza che gli consenta di governare in tranquillità. La chiave resta sempre il ruolo e le decisioni di Matteo Renzi che non sembra però disposto a fare concessioni.

Altre due possibilità vedrebbero un nuovo premier, o un tecnico o un politico che prenda il posto di Conte. In queste ore sembra prendere piede l’ipotesi del tecnico, però, rispetto alla scelta di un politico che finirebbe per creare maggiore divisione.

Certo, resta anche la possibilità di andare al voto. Al momento il centrodestra spinge per questa ipotesi e non è cosa nuova. Salvini e Meloni inseguono da tempo l’idea di riportare gli italiani alle urne anche se, al momento, sembra l’ipotesi più lontana. Difficile che il presidente Mattarella, nel momento di una crisi così profonda, lasci che i cittadini vadano al voto.

In ballo, anche se sembra non piacere a tanti, l’idea di un governo di unità nazionale. Il suo maggiore sostenitore al momento è Silvio Berlusconi che vorrebbe un governo formato dalle principali forze politiche unite per superare la crisi economico-sanitaria e portare infine gli italiani alle urne.

La reazione europea

Tra la crisi sanitaria e la crisi economica si inserisce anche la crisi di governo. La situazione politica italiana, in questo momento, non può che interessare anche tutta l’Europa. A prendere la parola è il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, preoccupato che la crisi fermi quanto fatto in questi mesi a livello europeo: “Ci aspettiamo che questo lavoro continui. L’Italia è di gran lunga il maggior destinatario dei fondi per la ripresa economica e c’è quindi molto interesse da parte di tutto lo spettro politico per garantire che il lavoro preparatorio sia finito e l’Italia possa iniziare a ricevere quei soldi“.

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