ragazza uccisa repertorio

Un omicidio brutale, non solo per la giovane età della vittima e delle carnefici. Ma soprattutto perché è stato ripreso in diretta sui social network Facebook e Instagram. Un caso simile a quello dell’influencer morta dopo che il marito le ha dato fuoco in diretta. Grazie ai video, tuttavia, la polizia ha potuto arrestare in fretta le 4 ragazze minorenni che ora si ritrovano accusate dell’omicidio di una loro coetanea.

Minorenni arrestate grazie ai video

Le foto e i video sono inquietanti”, ha spiegato in una conferenza stampa domenica 24 gennaio lo sceriffo Tony Mancuso. Sabato 23 gennaio, una 15enne è morta in seguito alle ferite riportate nello scontro con altre 4 coetanee, nella città di Lake Charles, in Louisiana (Usa).

Le accusate, arrestate nelle ore successive proprio grazie al video pubblicato su Facebook e Instagram, avrebbero rubato dei coltelli all’interno di un supermercato della catena americana Walmart. Il diverbio che ha portato all’omicidio della giovane sarebbe cominciato in un cinema vicino al market, spiega Usa Today. In seguito alle indagini, la polizia ha messo le manette ai polsi di una 13enne con l’accusa di omicidio di secondo grado e ad altre 3 ragazze, di 12, 13 e 14 anni, per concorso in omicidio.

Nessun rimorso

L’intero attacco e parte della successiva fuga sono stati ripresi e postati online. Nel corso di una diretta su Facebook e Instagram, le 4 ragazze arrestate hanno messo in scena una sorta di spedizione punitiva nei confronti della coetanea. Prima gli insulti, poi l’attacco vero e proprio. La giovane vittima, a terra, grida: “Sto sanguinando, mentre le sue assalitrici scappano via. Durante la corsa, via dal supermercato, una di loro grida: “Abbiamo pugnalato quella str***a al cuore. Non ce ne frega un c***o”. Secondo quanto sottolineato dallo sceriffo Mancuso, dopo la fuga le ragazze avrebbero continuato a prendere in giro la loro vittima, ridendo della sua sofferenza.

Tutto è stato ripreso e pubblicato, e queste ragazze non hanno mostrato alcun rimorso”.

L’appello ai genitori: “Controllate i vostri figli sui social network

Si tratta del terzo omicidio nella zona, prosegue Mancuso, ad opera di minorenni in soli 6 mesi. “Spezza il cuore raccogliere i cocci di queste famiglie distrutte. Dobbiamo interrompere questo ciclo. I giovani hanno accesso troppo facile alle armi”. Lo sceriffo ha tuttavia spiegato che la polizia da sola non può risolvere il problema, serve anche l’intervento dei genitori: “È un problema di educazione.

I genitori devono sapere cosa fanno i loro figli minorenni, cosa succede nella loro vita, interessarsi. E devono limitare il loro uso dei social media, o almeno controllare cosa pubblicano”. Lo sceriffo ha concluso rivolgendosi ai genitori che non sono pratici con le nuove tecnologie: “Dovete imparare ad usarle. Non possiamo permettere che accada ancora. Dobbiamo fare tutti la nostra parte. Come società, non possiamo tollerare tutto questo. Non possiamo stare seduti a guardare questa piaga distruggere la nostra comunità”.

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