Denis Verdini, ex senatore condannato al carcere

L’ex senatore di Forza Italia Denis Verdini è stato scarcerato. Il provvedimento arriva a pochi mesi dalla condanna definitiva in Cassazione, ma è dovuto alla situazione relativa al Coronavirus: nel carcere di Rebibbia ci sarebbe infatti un focolaio.

Verdini lascia il carcere: rischio Covid

Secondo quanto riporta Adnkronos, il Tribunale di sorveglianza di Roma ha concesso gli arresti domiciliari a Denis Verdini, ex senatore di FI e attualmente in carcere a Rebibbia. Una decisione, questa, in linea con quanto si è assistito nel corso dell’ultimo anno, quando numerosi boss e condannati sono stati momentaneamente fatti uscire di carcere.

La questione aveva sollevato tremende polemiche e accuse nei confronti del Guardiasigilli Bonafede, fino alla doppia mozione di sfiducia nei suoi confronti.

Anche in questo caso, il motivo della scarcerazione di Verdini è da imputare alla pandemia da Coronavirus. Viene riportato infatti che a Rebibbia ci sarebbero almeno 110 persone positive al Covid-19. Una situazione rischiosa per l’età di Verdini, che compierà 70 anni il prossimo marzo.

Verdini ai domiciliari a Firenze

Così, si apprende, la decisione di tutelare la salute dell’ex senatore di Ala e plenipotenziario azzurro Denis Verdini, che avrebbe già raggiunto la sua villa a Firenze per continuare a scontare ai domiciliari la sua detenzione a 6 anni e mezzo per bancarotta.

Al termine di questo periodo di emergenza, viene reso noto, Verdini tornerò in carcere.

La condanna a Denis Verdini

Solo lo scorso novembre, la Cassazione aveva confermato in ultimo grado la condanna a 6 anni e 6 mesi per bancarotta a Denis Verdini, nell’ambito del processo sull’ex Credito Cooperativo Fiorentino. Questo è stato, infine, il caso che ha portato lo storico braccio destro di Silvio Berlusconi in carcere.

Nella sua vita, però, sono stati numerosi i processi per i quali è stato imputato: su tutti, quello per la cosiddetta P3, vicenda per la quale è stato condannato nel 2018 a 1 anno e 3 mesi per finanziamento illecito al partito, non per l’associazione alla “cricca”.

Del 2010 invece la procedura straordinaria nei confronti del Credito Cooperativo Fiorentino. A Verdini è stato contestato un conflitto di interessi da 60,5 milioni, e per la è stato trovato colpevole in tutti i gradi di giudizio.

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