Instagram Social

Due ragazzine si conoscono su Instagram e instaurano una solida amicizia virtuale, ma dopo due mesi una delle due interrompe la comunicazione. L’altra preoccupata si affida alla Polizia Postale che scopre una complessa situazione familiare in casa della giovane e salvandola da un futuro complicato. Questi i fatti avvenuti nelle scorse settimane a cavallo fra l’Italia e la Francia.

Amiche “di penna” ai tempi dei social

Un tempo c’erano le gite scolastiche, gli scambi interculturali e i viaggi studio all’esterno, oggi nell’era del Covid-19 l’attraversamento dei confini nazionali per il puro piacere di fare nuove esperienze sembra essere un desiderio inesaudibile.

Gli unici viaggi a cui è ancora possibile aspirare sono quelli virtuali, tramite apposite piattaforme o social network.

È proprio cercando di fare nuove conoscenze aldilà dei limiti quotidiani che due ragazzine, un’italiana e una francese, avevano iniziato a parlare via Instagram. Nel tempo fra loro è nato un vero e proprio legame di amicizia e entrambe hanno capito di aver trovato nell’altra una confidente affidabile. La giovane d’oltralpe inoltre era riuscita a raccontare all’amica del disagio vissuto quotidianamente all’interno della sua famiglia.

In un primo momento, la ragazzina italiana originaria del fiorentino aveva speso parole di sostegno per l’amica, anche grazie ai consigli ricevuti dai genitori. Il 5 febbraio però la giovane francese aveva smesso di rispondere ai messaggi, rendendo impossibile la comunicazione.

L’intervento della Polizia Postale

L’assenza totale di comunicazioni dopo ben 2 mesi di messaggi quotidiani ha destato immediatamente la preoccupazione nella ragazzina fiorentina. Il pensiero della situazione familiare di cui l’amica le aveva parlato ha inoltre contribuito ad allarmarla. Aiutata dai genitori, la 13enne ha quindi segnalato la situazione alla Polizia Postale, che l’8 febbraio ha attivato i canali di una cooperazione internazionale.

L’intervento congiunto con le forze dell’ordine francesi ha portato all’individuazione della ragazzina. Le autorità si sono occupate di verificare che la giovane stesse bene e sono poi intervenute per porre fine alle difficili condizioni in cui è stata trovata, accertandosi di fornirle le cure necessarie.

L’esemplare coraggio della 13enne

Lo scorso martedì 16 febbraio, la ragazza fiorentina è stata accompagnata dalla madre presso la Prefettura di Firenze, dov’era stata convocata per un colloquio.

Ad attendere la giovane c’erano la prefetta di Firenze, Alessandra Guidi,  il questore di Firenze, Filippo Santarelli e la dirigente del Compartimento Polizia Postale Toscana, Alessandra Belardini.

Di fronte a un simile atto di coraggio e solidarietà, la Questura di Firenze ha espresso parole di elogio nei confronti della 13enne. “Questa è una storia che dimostra come fare squadra tra adulti e minori sia la strada vincente” ha scritto la Questura. Le istituzioni hanno infatti ritenuto fondamontale la collaborazione con la minore e hanno espresso parole utili a evidenziare la rilevanza dei nuovi mezzi di comunicazione a disposizione dei giovani e non solo.

“È anche una storia che ricorda a tutti che la realtà virtuale può essere fonte di rischi, ma egualmente di opportunità: un potentissimo mezzo in grado di accorciare le distanze fisiche, che rende più facile non sentirsi soli e, come hanno dimostrato i fatti, non esserlo nella realtà vera”.