Sirene auto della polizia

Le autorità turche hanno convalidato in questi giorni l’arresto di Hakan Aysal, con l’accusa di omicidio premeditato. La vittima è sua moglie, Semra, che all’epoca era incinta di 7 mesi.

I fatti risalgono al giugno del 2018 e l’uomo si era sempre dichiarato innocente. Le indagini non si sono mai fermate ed ora sembrano aver confermato una versione differente rispetto a quella dell’uomo.

Il selfie e la caduta dalla scogliera

Nel giugno del 2018 la coppia si trovava nella Valle delle Farfalle, a Fethiye, in Turchia. A testimoniarlo sono una serie di selfie scattati dai due, gli ultimi in cui Semra era viva, poco dopo infatti è avvenuta la tragedia, Semra è precipitata dalla ripida scogliera.

Dopo aver scattato la foto, mia moglie ha riposto lo smartphone in borsa”, questo quanto raccontato dall’uomo e riportato dal The Sun, “mi ha chiesto di recuperarlo, mi sono alzato e ho fatto qualche passo per tirarlo fuori. È stato allora che ho sentito le sue urla, ma quando mi sono girato non c’era già più”.

Fino ad oggi la sua versione è sempre rimasta immutata, tanto che inizialmente si pensava ad un banale incidente. Eppure, qualche piccolo dettaglio ha spinto gli inquirenti ad approfondire le indagini, trovando una nuova pista.

Semra aveva sottoscritto un’assicurazione

La versione di Hakan non avrebbe convinto completamente neppure i famigliari di Semra. “Quando siamo andati a recuperare il corpo di mia sorella dopo l’autopsia, Hakan aspettava in macchina”, ha raccontato in aula il fratello di lei, Naim. “Noi eravamo affranti, lui non sembrava neppure triste”.

Oltre a questo, pochi giorni prima dell’accaduto la donna, con l’aiuto di Hakan, aveva sottoscritto un’assicurazione sulla vita dal valore di oltre 47mila euro e lui era stato indicato come unico erede.
Lui, in sede di interrogatorio, avrebbe dichiarato di non essere stato messo al corrente delle clausole e che aveva semplicemente accompagnato Semra a firmare.

Ma sono altri due i dettagli che hanno convinto gli inquirenti a continuare le indagini. Innanzitutto, è emerso che pochi giorni dopo la morte lui si è subito rivolto alla banca per incassare la somma. L’analisi dei movimenti finanziari ha poi evidenziato come fossero stati aperti 3 mutui a nome di Semra mentre era in vita, pur essendo lei contraria a questo tipo di meccanismi finanziari, stando alle dichiarazioni del fratello.

L’accusa al marito di Semra

Secondo gli inquirenti si tratta di omicidio premeditato, che potrebbe costare ad Hakan Aysal l’ergastolo.

Dalle ricostruzioni fatte in questi anni di indagini il selfie sarebbe stato una sorta di alibi per l’uomo, per testimoniare la felicità del momento.

Mentre la decisione di buttare Semra giù dalla scogliera sarebbe sorta a causa della necessità dell’uomo di ripagare i suoi debiti. Avrebbe dunque atteso la completa assenza di testimoni nell’area, per circa 3 ore, per poi spingerla giù.