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L’Inps applicherà la detassazione sul Tfs solo in alcuni, limitati casi, per i dipendenti statali. In particolare,  come riportato da Il Messaggero , la liquidazione di tutti i dipendenti statali che hanno lasciato negli ultimi mesi il posto per andare in pensione, potrebbe essere percepita come trattamento di fine rapporto. In tal caso, non potrebbero godere della parziale detassazione riconosciuta in virtù del ritardo con cui la somma viene erogata.

Tfs, come funziona

Nella maggior parte dei casi il Tfs (il Tfr dei dipendenti statali) verrebbe erogato nei 2/5 anni successivi al conseguimento della pensione.

Il ritardo sarebbe frutto di una norma introdotta nel 2010 dal governo Berlusconi, per sopperire all’incessante crisi dello spread. Sebbene questa normativa non sia ancora cambiata, il primo governo Conte avrebbe sbloccato almeno parzialmente la situazione. Di fatto, i dipendenti statali possono richiedere un anticipo del proprio Tfs fino a 45 mila euro. A rendere il tutto superfluo sarebbe la disponibilità delle banche: particolare, i gruppi finanziari che avrebbero aderito all’iniziativa sono esclusivamente 4 e tutti di piccole dimensioni. 

La detassazione sul Tfs

Tra le iniziative fiscali del primo governo Lega-M5S rientrerebbe un’ulteriore agevolazione per i dipendenti statali.

Nello specifico, dovendo questi pagare un tasso di interesse alle banche per l’anticipo sul Tfs, gli sarà concesso uno sconto sulla liquidazione. Per le retribuzioni versate dopo 24 mesi si applicherà uno sconto del 3%. Per quelle corrisposte dopo 48 mesi si arriverà fino al 6% di sconto.

Il paradosso: detassazione non sempre possibile

Ad ogni modo, ancora una volta l’iniziativa del governo gialloverde sembrerebbe essersi rivelata inefficace. “La detassazione è applicabile dall’Inps esclusivamente nelle ipotesi di trattamenti di fine servizio denominati Indennità di buonuscita (destinatari i dipendenti statali), Indennità di anzianità (dipendenti enti pubblici non economici) e Indennità premio di servizio (dipendenti enti locali e sanità).

Diversamente, l’Inps si comporta nei confronti dei dipendenti pubblici che alla cessazione dal servizio si trovano in regime di Trattamento di Fine Rapporto-Tfr, poiché a costoro l’Istituto previdenziale non applica la detassazione”, ha commentato il segretario generale dell’Unsa-Confsal, Massimo Battaglia. 

In conclusione, tutti i dipendenti pubblici assunti prima del 2001 e che hanno aderito a forme di previdenza sociale (circa 414 mila pensionati), non avranno diritto alla detrazione fiscale.

 Urge dunque una correzione legislativa.