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Sono ore di decisioni a Palazzo Chigi, dove in queste ore si stanno valutando le misure da includere nel nuovo Decreto Sostegni, che dovrebbe prevedere la distribuzione di 32 miliardi in tempi il più possibile rapidi. Entro fine aprile le attività dovrebbero ottenere in media sostegni per circa 3.700 euro. I fondi saranno inoltre distribuiti anche nel settore scolastico e nell’ambito sanitario.

Decreto Sostegni: la bozza del decreto sul tavolo del CdM

A partire dalle 15 di oggi pomeriggio, il Consiglio dei Ministri si trova riunito al tavolo di Palazzo Chigi per valutare nel dettaglio le nuove misure da attivare nei prossimi giorni.

L’ANSA ha visionato in anteprima la bozza del documento, che al momento sembrerebbe essere composta da 44 articoli. Come riportato dall’agenzia sono molti i punti al vaglio delle istituzioni: sostegni per le imprese in difficolta, proroga della cassa integrazione, fondi per l’acquisto di farmaci e vaccini, aiuti per gli enti locali. Resta da decidere l’intervento sulle cartelle esattoriali, discorso attualmente in sospeso e che verrà con molta probabilità affrontato nel corso della riunione.

Cartelle esattoriali, manca ancora l’accordo

Una delle principali questioni che verranno discusse in queste ore, riguarda le cartelle esattoriali.

In attesa di scoprire quale sarà la decisione finale, sembra che siano emerse alcune ipotesi. Da un lato infatti si pensa che il Cdm punterà a una cancellazione degli importi fino a 5000 euro, con un limite di reddito fino a 30mila euro. Altre ipotesi invece suggeriscono la riduzione dell’arco temporale della sanatoria (non più gli anni 2000-2015, ma 2000-2010) o l’abbassamento a 3000 euro del tetto per le singole cartelle.

Sostegni a piccole e medie imprese

Ammonta a circa 3 milioni la quota dei sostegni che sarà destinata alle piccole e medie imprese, con un giro d’affari massimo di 10 milioni.

Per poter accedere agli aiuti, sarà necessario dimostrare una perdita di almeno il 30% (non più 33%). Gli indennizzi saranno calcolati sulla base di una media mensile delle perdite, da calcolare tra l’intero 2020 e l’intero 2019. Sono previste inoltre 5 fasce di indennizzo in base al fatturato. Le imprese con fatturato massimo di 100mila euro avranno diritto al 60%, quelle fra 100mila e 400mila euro riceveranno una percentuale del 50%; 40% per le aziende tra 400mila e 1milione; 30% tra 1 e 5 milioni e 20% tra 5 e 10 milioni.

Per fare domanda sarà necessario presentare un’autocertificazione attraverso un’apposita piattaforma, entro 60 giorni dall’apertura dell’operazione. L’Agenzia delle Entrate si farà carico dell’erogazione dei contributi che potranno essere fatti versare tramite bonifico o credito di imposta. L’ente si occuperà di effettuare i controlli ex post, al fine di fornire quanto prima gli aiuti richiesti. Le cifre partiranno da un minimo di 1000 euro per persone fisiche fino a un massimo di 150mila euro, con una media di circa 3.700 euro per attività.

Bonus per 800mila autonomi e fondi per i lavoratori stagionali

Come riporta TgCom24, dovrebbe ammontare a 3mila euro il bonus previsto per oltre 800mila autonomi e professionisti iscritti agli ordini.

Per i lavoratori stagionali è invece prevista un’indennità una tantum dal valore di 2.400 euro. Aiuti anche ad altri ambiti duramente colpiti dalle chiusure. Per le zone di montagna, che dopo il blocco delle recenti misure hanno subito gravi perdite, dovrebbero arrivare 700milioni. Le risorse saranno distribuite in base a un decreto di cui sarà chiamato a occuparsi il Ministero del Turismo. Il 70% sembrerebbe essere destinato ai Comuni montani che nel 2019 abbiano registrato presenze turistiche di 3 volte superiori al numero dei residenti, mentre il restante 30% verrebbe ripartito fra gli altri Comuni, i maestri e le scuole di sci.

  

Sostegni agli altri settori

100 i milioni previsti per fiere, catering ed eventi bloccati dal Covid secondo l’ANSA. Previste indennità anche per i lavoratori stagionali, delle terme, dello spettacolo e dello sport. Come riporta TgCom24, dovrebbero invece ammontare a 300 milioni i ristori previsti per la scuola.

Un fondo da 200 milioni dovrà invece essere destinato alle categorie più colpite dall’emergenza Covid. Fra queste saranno incluse anche le attività commerciali e di ristorazione ubicate nei centri storici.

Le filiere agricole, la pesca e l’acquacoltura dovrebbero inoltre vedere l’arrivo di un sostegno di 200 milioni.

3,3 miliardi a enti locali e regioni

Regioni e enti locali dovrebbero ricevere sostegni per 3,3 miliardi. Fra questi 250 milioni dovranno compensare i Comuni dai mancati incassi per la tassa di soggiorno, mentre 800 milioni saranno destinati al trasporto pubblico locale.

Saranno 100 i milioni previsti per le province e le città metropolitane e 900 quelli destinati invece ai comuni.

Il sostegno alla campagna vaccinale

Sembrerebbero essere circa 4,5 i miliardi da destinare alla sanità italiana, da ripartire fra campagna vaccinale e supporto alla gestione commissariale. 2,1 miliardi dovrebbero andare ai vaccini, 700 milioni ai farmaci anti-Covid e sembra inoltre che saranno istituite ulteriori risorse per la vaccinazione all’interno delle farmacie.

345 milioni dovrebbero sostenere il coinvolgimento dei professionisti di medicina generale, specialisti ambulatoriali, pediatri e medici di continuità assistenziale nella campagna vaccinale. I Covid Hospital potrebbero invece vedere l’arrivo di 51,6 milioni.

Proroga del blocco dei licenziamenti e cassa integrazione

Dovrebbe essere prorogato fino al termine di giugno il blocco dei licenziamenti individuali e collettivi. Sembra inoltre che tale termine si protrarrà fino a ottobre per le aziende che usufruiscono del trattamento della cassa integrazione Covid.

La aziende che usufruiscono di cassa integrazione ordinaria, dovrebbero avere diritto alla richiesta di 13 settimane nel periodo fra l’1 aprile e il 30 giugno 2021 con causale Covid, senza necessità di un contributo addizionale. Il lavoratori con assegno di solidarietà o cassa in deroga potrebbero invece veder garantita la possibilità di chiedere un massimo di 28 settimane fra il primo aprile e il 31 dicembre 2021.